IL BLOG DI SIMEU

 

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Osservatorio sul dolore acuto: un progetto di Simeu e Simg

giovedì, maggio 5th, 2016

@SilviaAlparone

 

Circa la metà dei casi di pronto soccorso associano alla patologia principale il sintomo del dolore acuto, per un totale circa di dieci milioni di persone all’anno. Così come il 60% dei pazienti dei medici di medicina generale si rivolgono al curante perché accusano dolore. E’ quanto emerge dal progetto sperimentale Osservatorio del dolore acuto promosso da Simg, Società italiana della medicina generale e da Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, che ha preso in considerazione tre casi “guida” contemporaneamente nei due ambiti: la lombalgia, la cefalea e la colica renale.

I dati dell’Osservatorio sono stati presentati in Senato, nella Biblioteca “Giovanni Spadolini” nel corso di una mattinata di confronto, giovedì 5 maggio, a cui hanno partecipato tra gli altri Maria Pia Ruggieri e Andrea Fabbri, rispettivamente presidente nazionale e direttore del Centro Studi e Richerche Simeu, Claudio Cricelli e Pierangelo Lora Aprile, presidente nazionale e Segretario scientifico Simg e Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità. Moderava Annalisa Manduca, giornalista Rai.

Walter Ricciardi, Annalisa Manduca, Claudio Cricelli e Maria Pia Ruggieri alla presentazione dell’Osservatorio sul dolore acuto Simg-Simeu, giovedì 5 maggio, Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”

“Si tratta appena del 5% dei casi che ogni anno passano dal pronto soccorso – afferma Maria Pia Ruggieri – eppure anche da un campione numericamente poco pesante, emergono dati interessanti che indicano quanto potrebbe essere utile un osservatorio stabile e strutturale sul dolore in emergenza, che tenga conto di tutte le patologie associabili al dolore”. Il progetto, per quanto riguarda la medicina d’emergenza-urgenza, ha preso in considerazione 865.000 diagnosi per le tre patologie campione in 16 pronto soccorso italiani.

“Tra le conclusioni della raccolta dati – commenta Andrea Fabbri – emerge che il trattamento precoce del dolore contribuirebbe certamente a un significativo risparmio in termini di ore di sofferenza per il paziente oltre che a un miglioramento della prognosi. Ad esempio, per i pazienti colpiti da colica renale, un anticipo di venti minuti nella somministrazione della terapia consentirebbe un risparmio di oltre 4.000 ore/dolore annue”.

“Quella del dolore acuto – ha sottolineato Claudio Cricelli – è un’esperienza che tutti nella vita hanno porvato almento una volta, il che rende il dolore un caso frequente, un fenomeno che ci riguarda tutti e la necessità di raccogliere i dati sul dolore un bisogno immediatamente comprensibile. Eppure mancano dati su questo tema”. “Bisogna avere i dati per prendere decisioni in settori complessi – ha affermato con decisione Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità – e la Salute è certamente un settore complesso. In questo ambito i dati spesso ci sono ma non vengono organizzati per essere messi a disposizione dei cittadini. Ma ci sono casi, come il trattamento del dolore, in cui devono ancora essere raccolti. Per questo l’iniziativa Simg – Simeu è particolarmente apprezzabile.

Il dolore è un tema prioritario di salute pubblica tanto che è stato preso in carico dalla legge 38/2010 sull’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, ma ancora oggi l’approccio al dolore acuto è un ambito in cui esistono margini di miglioramento. Scopo dell’Osservatorio è stato l’acquisizione e l’elaborazione dei dati clinici per individuare i migliori percorsi clinici per l’ottimizzazione dei percorsi terapeutici dei pazienti.

Il tema dell’incontro di giovedì 5 maggio è statao ripreso, tra gli altri, da Corriere Salute ed HealthdeskQui la rassegna stampa cpmpleta dell’evento.

Alla presentazione, organizzata con il sostegno non condizionato di Ibsa Farmaceutici Italia, hanno partecipato anche Alessandro Solipaca, Coordinatore scientifico dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle regioni italiane; Domenico Panuccio, coordinatore Fondazione Fadoi, Diego Fornasari, docente di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano; Romano Tripodi, Colonnello medico e capo Ufficio Sanità della Croce rossa italiana, Livio De Angelis, Direttore Sues Roma Ares 118 e consigliere Simeu Lazio.

 

 

Franco Perraro, un rivoluzionario gentile

martedì, aprile 19th, 2016

A due mesi dalla morte un ricordo per continuare sulla sua strada

di @SilviaAlparone

Il sindaco di Udine Furio Honsell consegna a Franco Perraro la targa della città, 29 maggio 2015

  Ci sono individui la cui vicenda personale, in uno specifico ambito di attività, lascia un segno profondo, tracciando la direzione per molti che verranno dopo. Tra questi alcuni rivestono una esemplarità che supera i confini della disciplina in cui si sono mossi, rivestendo un ruolo importante, etico, soprattutto in tempi difficili come quelli che stiamo attraversando, in cui tutto si trasforma non sempre con la chiarezza dell’orizzonte da raggiungere. È il caso di Franco Perraro, medico, veneto ma friulano d’adozione, tra i fondatori della medicina di emergenza-urgenza italiana.

Questa breve ricostruzione, non certo esaustiva di una vicenda umana e professionale così ricca, esce dopo un po’ di tempo dalle prime commosse commemorazioni, per sottolineare come il ricordo di chi ha fatto tanto non si esaurisca con il tempo del lutto, ma anzi sia un seme da cui a lungo, ben oltre il termine del percorso personale, germogliano insegnamenti utili e nuovi progetti. E i primi e più importanti insegnamenti sono custoditi da chi ha condiviso con Franco Perraro un tratto di strada. “Chi lo ha conosciuto – racconta Rodolfo Sbrojavacca, suo allievo e oggi direttore della struttura di Medicina di emergenza fondata da Perraro all’Ospedale di Udine – ricorda innanzitutto l’entusiasmo e la profonda umanità che Franco metteva in ogni sua iniziativa. Queste qualità, insieme alla competenza scientifica e all’acutissima sagacia, ne hanno fatto un medico brillantissimo, che ha saputo immaginare, insieme a pochi altri allora, un futuro diverso per la Medicina di emergenza e per la Qualità in medicina, i suoi due grandi ambiti di attività. Un’incredibile capacità di cogliere il vento dai suoi primi soffi, gli permise di portare in Italia il 118, sperimentandolo in Friuli, cogliendo spunti e bozze di organizzazione in altri Paesi. Come segretario dell’Anaao, fu uno dei protagonisti della Riforma Mariotti che nel 1968 diede agli ospedali italiani una organizzazione omogenea, come la conosciamo oggi, su tutto il territorio nazionale, contribuendo in maniera sostanziale all’idea e alla stesura del testo di quella riforma”. E come tutti i veri Maestri, non mancò della generosità sincera necessaria per fare scuola, lasciando dietro di sé persone capaci di proseguire il lavoro iniziato: fu tra i fondatori della Società italiana dell’emergenza urgenza, di cui era presidente onorario e tra i primi fautori della scuola di specialità.

“La Medaglia d’oro al Merito della Sanità pubblica, che gli venne conferita dal Presidente della Repubblica nell’aprile del 2013, ben rappresenta il valore della sua opera” ricorda Aldo Panegrossi, presidente onorario Simeu, che conobbe Perraro nell’ambito dell’Anaao. “Fu un vate della ricerca della Qualità nella sanità italiana: fu tra i fondatori dell’International Society for Quality in Health Care, insieme ad Andrea Gardini, suo primo allievo”. E dalla società scientifica internazionale germogliò poi la Siquas Vrq, Società Italiana di Verifica e Revisione della Qualità delle cure mediche e dell’assistenza sanitaria. A Franco Perraro si deve l’introduzione in Italia di un criterio di validità dell’agire medico basato sull’audit clinico e sulla peer review, valutazione basata su indicatori di qualità strutturali, di processo e di risultato. Con una enorme ricaduta positiva sulla salute dei pazienti. L’opera e l’opinione di Perraro hanno informato tutte le leggi dello Stato italiano sulla Qualità varate negli Anni 90 e che oggi sono la base per le procedure sanitarie. Ma la qualità è un processo continuo e un miglioramento è sempre possibile: questo sistema che deve molto a Perraro deve essere sempre più capillarmente diffuso, come già accade in Canada e negli Stati Uniti molto più che da noi”.

Ancora negli ultimi anni, l’instancabile desiderio di innovazione e qualità del servizio pubblico aveva avvicinato Franco Perraro al movimento internazionale di Choosing wisely che in Italia si riconosce sotto lo slogan “Fare di più non significa fare meglio”, portato avanti dall’associazione Slow medicine insieme a Siquas e che si concentra sul tema dell’appropriatezza clinica. Sempre insieme al suo allievo Andrea Gardini, che lo ricorda così: “Franco era brillante, che giocasse a basket nella Reyer Venezia o nel Treviso o nella nazionale alle Universiadi, che studiasse medicina o ballasse il boogy-woogy, che suonasse il pianoforte o la fisa, che lavorasse di notte nel Pronto soccorso del Fatebenefratelli a Milano o conducesse, assieme a medici entrati nella leggenda, come Piero Paci o Aldo Pagni trattative sindacali mediche serrate o contribuisse a scrivere la Legge Mariotti sugli ospedali, ancora valida e vigente. Poi a da metà degli Anni 80 inizia l’avventura della Qualità in sanità: fondammo la Vrq e parole e pratiche come Accreditamento, Appropriatezza, Efficacia, Efficienza, Adeguatezza, Accessibilità, Sostenibilità, Soddisfazione dei pazienti, Continuità assistenziale, Percorsi assistenziali, sono diventate oggetto comune di discussione, organizzazione e di studio. Era la fine degli anni ’80. Tanto tempo fa. Il tutto poteva avvenire perché eravamo all’inizio della fondazione del sistema sanitario pubblico ed universale, dove prevenzione cura e riabilitazione erano diventati un diritto di tutti i cittadini italiani, e noi ne eravamo orgogliosi”. L’ultima apparizione pubblica di Franco avvenne il 30 maggio 2015, durante il convegno Siquas “Le radici del futuro” a cui contribuì con un intervento con un filo di voce ma lucido e lieve, nonostante la malattia che da tempo ormai ne minava le forze. (L’intervento di Franco Perraro inizia al minuto 3.36.15).

Il prossimo autunno Simeu celebrerà il suo X congresso nazionale, a Napoli dal 17 al 20 novembre. Si tratta dell’appuntamento più importante nella vita della Società scientifica, che ogni due anni si riunisce per valutare il lavoro compiuto e per definire con maggior chiarezza la strada da intraprendere nell’immediato futuro: su questa strada la vita e l’esempio di Franco Perraro sono una luce che aiuta a vedere più lontano e a intraprendere nuove vie con la sicurezza che può dare solo la consapevolezza della propria storia.

Franco Perraro, è morto a Udine il 15 febbraio 2016, nel reparto di medicina di emergenza-urgenza dell’Ospedale che aveva fondato e diretto.

La sua perdita lascia nel mondo dell’emergenza-urgenza un profondo senso di mancanza ma anche l’orgoglio di far parte di una disciplina che lui seppe immaginare e contribuì a realizzare, che oggi è fondamentale per l’organizzazione sanitaria e che ancora moltissimo può dare in futuro al Sistema sanitario nazionale, nel segno del suo insegnamento e di coloro che verranno dopo di lui.

Congresso Nazionale Simeu 2016: in chiusura il calendario

venerdì, aprile 1st, 2016

E’ scaduto giovedì 31 marzo il termine per la presentazione delle proposte di contributi al calendario del X Congresso Nazionale Simeu. Il Comitato Scientifico, presieduto da Gian Alfonso Cibinel, Past President Simeu, selezionerà i contributi e comunicherà ai relatori la decisione entro il 30/04/2016.
Il luogo scelto quest’anno dalla Società italiana dell’emergenza-urgenza è Napoli: la città partenopea ospiterà i professionisti del settore provenienti da tutta Italia dal 17 al 21 novembre prossimi.

L’indirizzo di riferimento per i soci Simeu che ancora desiderassero proporre contributi da aggiungere al calendario è proposte.congresso2016@simeu.it. Per l’invio delle proposte è necessario utilizzare il modulo predisposto da compilare secondo le istruzioni incluse e aggiungendo cognome e nome del proponente al fondo della stringa di denominazione del file (Proposte Congresso SIMEU_Napoli2016_CognomeNome).

Il sistema sanitario italiano e la gestione delle maxiemergenze

sabato, marzo 26th, 2016

Simeu alla trasmissione Zapping di Radio Rai 1

La sicurezza delle nostre città in caso di emergenza per un eventuale attentato terroristico: a questo argomento, di primissima attualità a seguito delle esplosioni di Bruxelles dello scorso martedì, la puntata di Zapping di Radio Rai 1 di venerdì 25 marzo ha dedicato un articolato approfondimento. Fra gli ospiti della trasmissione, Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu, (dal minuto 00.40.40 circa) si è concentrata in particolare su come è organizzato il sistema sanitario per la gestione delle maxiemergenze e in cosa consiste un Peimaf ospedaliero, il Piano di emergenza interno per il massiccio afflusso di pazienti.

Altri ospiti della puntata sono stati Andrea Manciulli, direttore del Rapporto sul terrorismo jihadista per l’Assemblea Nato e Renata Pepicelli esperta di Islam dell’Università  romana Luiss.

Il ruolo dell’infermiere di Triage in Pronto Soccorso

martedì, marzo 22nd, 2016

Precisazioni e richiesta di rettifica a firma della Presidente nazionale Simeu in merito alla puntata di Tagadà di La7 di venerdì 18 marzo 2016

“Il Triage infermieristico è una delle più importanti conquiste della sanità internazionale” specifica Maria Pia Ruggieri, Presidente nazionale Simeu in una nota diffusa alla stampa a commento della puntata della trasmissione Tagadà, andata in onda su La7 venerdì 18 marzo. “Consiste nella valutazione della condizione clinica dei pazienti e del loro rischio evolutivo attraverso l’attribuzione di una scala di codici colore che indica la priorità di trattamento, non la gravità del singolo caso, cioè un ordine di pazienti in base alle loro necessità di salute e alle risorse disponibili. Dal 1996 il triage è previsto dalla legge italiana, in particolare tramite l’attuazione del decreto n.76/1992 che afferma che in ogni Dipartimento di emergenza e accettazione deve essere prevista la funzione di triage come primo momento di accoglienza e valutazione di pazienti. “Tale funzione – recita il decreto – è svolta da personale infermieristico adeguatamente formato che opera secondo protocolli prestabiliti dal dirigente del servizio”. Competenza infermieristica che è stata negli anni confermata da una serie di adeguamenti legislativi nazionali e regionali.

Il professionista del triage dell’emergenza sanitaria per la legge italiana è quindi l’infermiere: attraverso una formazione specifica, basata sulla metodologia del problem solving, e attraverso l’esperienza quotidiana in area critica, l’infermiere apprende il corretto processo metodologico decisionale per il triage telefonico nelle centrali operative del 118 e per il triage ospedaliero. Dopo il triage, il medico e l’infermiere continuano la presa in carico come équipe per gli accertamenti e le cure del caso.

I Pronto Soccorso italiani accolgono in media ogni anno oltre 20 milioni di persone, circa un terzo di tutta la popolazione italiana. E il sovraffollamento delle strutture di emergenza è un fenomeno ormai endemico che si può affrontare unicamente con soluzioni di tipo organizzativo. L’indiscussa professionalità dell’infermiere di Pronto Soccorso, a cui la normativa nazionale affida il triage, è uno dei cardini del sistema d’emergenza sanitaria.

Il Sistema sanitario nazionale riconosce perciò all’infermiere la capacità decisionale di collocare il paziente giusto, nel tempo giusto, nel posto giusto, secondo il livello giusto di assistenza di cui necessita. E organizzando l’intervento successivo alla valutazione del caso, con una corretta gestione e ottimizzazione delle risorse. In Italia, come nel resto del mondo, il triage è volto a standardizzare le procedure di valutazione e regolamentare in modo affidabile gli accessi dei pazienti che sopraggiungono nei Pronto Soccorso sempre più affollati. La standardizzazione aumenta la sicurezza dei pazienti e facilita l’equità d’accesso alle strutture di emergenza garantendo la qualità delle cure alla popolazione.

Durante la puntata di Tagadà, andata in onda su La7 venerdì 18 marzo 2016, tutto questo è stato negato, a fronte di opinioni personali prive di fondamento e fonte di errata informazione rivolta al pubblico televisivo della trasmissione.

Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza rappresenta circa 3.000 medici e infermieri dell’emergenza sanitaria nazionale ed è impegnata nella formazione per l’acquisizione delle competenze dei professionisti del settore, medici e infermieri.

Inoltre ha contribuito a elaborare, insieme ad altre società scientifiche le linee di indirizzo oggi all’esame del Tavolo ministeriale sul triage.

La Società scientifica chiede una rettifica delle informazioni diffuse in occasione della trasmissione di venerdì 18 marzo, affinché un’errata comunicazione ai cittadini non metta in discussione la fiducia della popolazione nei confronti del Sistema sanitario nazionale, soprattutto in un momento di estrema necessità come è quello dell’accesso alle cure in urgenza”.

 

Le nuove Linee guida sulla rianimazione cardiopolmonare presentate agli International training center italiani di Aha

giovedì, marzo 3rd, 2016

Simeu e Anmco unici speaker italiani della giornata

@SilviaAlparone

 

Pubblicate lo scorso ottobre e diffuse in tutto il mondo, le Linee guida di American heart association per la rianimazione cardiopolmonare sono il testo di riferimento per tutti gli  International Training Center Aha che promuovono la cultura dell’intervento immediato in caso di emergenza cardiovascolare e organizzano i corsi di formazione American heart. Della recente edizione delle linee guida, che consiste in un aggiornamento focalizzato sui temi per i quali sono disponibili nuove e significative evidenze scientifiche, Patrizia Vitolo in qualità di responsabile dell’Itc Aha-Simeu, insieme a Lorenza Pratali, responsabile dell’Itc Anmco, Associazione nazionale dei medici cardiologi ospedalieri, hanno curato la revisione degli highlights in italiano. Simeu, Anmco, Simeup e Giec sono state incaricate da Aha della revisione di tutto il materiale didattico della nostra versione nazionale.

Lo staff di AHA con Patrizia Vitolo, Responsabile dell’ITC AHA-SIMEU, ed alcuni tra i formatori AHA-SIMEU presenti al convegno

Giovedì 25 febbraio si è tenuta a Roma una giornata di presentazione della nuova edizione. In questa occasione, organizzata e gestita direttamente da Aha, sono state chiamate a partecipare, come unici speaker italiani della giornata, Patrizia Vitolo responsabile dell’Itc Simeu e Lorenza Pratali sua omologa in Anmco, le due associazioni che American Heart ha riconosciuto come le più rilevanti della scena italiana  per numero di esperti messi a disposizione per la formazione e per i molti anni di collaborazione.

L’incontro, condotto dai vertici organizzativi e amministrativi dell’associazione americana, ha visto inoltre la partecipazione di Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu, che ha ribadito l’impegno della Società di medicina di emergenza-urgenza nella formazione sulla rianimazione cardiopolmonare. Erano presenti tutti gli International training center italiani.

Una versione aggiornata delle linee guida è disponibile all’indirizzo

https://eccguidelines.heart.org/index.php/circulation/cpr-ecc-guidelines-2/

Trattamento farmacologico da parte degli infermieri nell’emergenza territoriale

lunedì, febbraio 29th, 2016

La Società Italiana di Medicina di Emergenza ed Urgenza (Simeu), Italian Resuscitation Council (Irc), l’Associazione nazionale infermieri di area critica (Aniarti) e l’Accademia medica e infermieristica di emergenza e terapia intensiva pediatrica (Amietip), esprimono forte preoccupazione per la posizione dell’Ordine dei Medici di Bologna, che ha preannunciato sanzioni disciplinari molto severe nei confronti di alcuni medici coinvolti a vario titolo del coordinamento dell’emergenza territoriale, “colpevoli” di aver predisposto protocolli e istruzioni operative per l’attività degli infermieri.

La Simeu e l’Irc avevano già elaborato e diffuso lo scorso novembre un Policy-statement-comune-sul-”Trattamento-farmacologico-da-parte-dellinfermiere-nellemergenza-territoriale” nell’ottica della massima efficacia del servizio al paziente e nel rispetto delle normative vigenti e dell’identità professionale delle figure operanti nell’emergenza sanitaria.

Il documento era in linea con le recentissime linee guida internazionali sulla gestione dell’arresto cardiaco e dell’infarto del miocardio, pubblicate nel mese di ottobre 2015, che raccomandano sempre più un’alleanza tra i sistemi di emergenza territoriale la popolazione generale e una forte integrazione di competenze tra operatori sanitari centrata sul paziente e sulla qualità dell’intervento. È dimostrato ormai da anni che per aumentare la sopravvivenza dei pazienti affetti da un gruppo ben definito di patologie acute e gravissime è necessario il trattamento precoce sul territorio da parte di personale specificatamente formato e che opera, sotto il coordinamento delle centrali operative, sulla base di algoritmi basati sull’evidenza e condivisi internazionalmente. In Italia esistono numerose e collaudate esperienze che riguardano la gestione precoce sul territorio delle patologie tempo-dipendenti anche da parte di personale infermieristico addestrato e competente. Grazie all’integrazione tecnologica delle centrali operative 118, alle procedure standardizzate e al trattamento farmacologico precoce sul territorio da parte del personale infermieristico autorizzato è stato possibile salvare molte vite. Come associazioni di professionisti ci stanno a cuore principalmente la salute e la sicurezza dei cittadini; per questo supportiamo l’approccio multidisciplinare alle emergenze attraverso procedure standardizzate basate sull’evidenza e percorsi di formazione certificata condivisi con la comunità scientifica internazionale. Amietip, Aniarti, Irc e Simeu, esprimono inoltre piena solidarietà ai colleghi coinvolti nei procedimenti per aver elaborato protocolli sanitari nell’interesse dei pazienti e della funzionalità del Ssn.

Il Presidente Nazionale SIMEU, Dr.ssa Maria Pia Ruggieri

Il Presidente IRC, Dr Federico Semeraro

Il Presidente ANIARTI, Dr Fabrizio Moggia

Il Presidente AMIETIP, Dr Luca Tortorolo

Concorsi pubblici e accesso degli specialisti dell’emergenza nei Dea e nei Pronto soccorso

lunedì, febbraio 15th, 2016

@SilviaAlparone


La Simeu e la Fimeuc continuano a segnalare le problematiche relative all’accesso dei medici di emergenza-urgenza ai concorsi per le strutture di Pronto soccorso e Medicina d’urgenza, sia per i ruoli iniziali che per quelli apicali. Gli interessati sono i giovani specialisti che dall’estate del 2014 hanno iniziato a uscire dalle Scuole di Specializzazione, aperte in Italia nel 2009, ma anche coloro che, con una lunga attività nelle strutture di emergenza, hanno maturato esperienze professionali e acquisito competenze cliniche e gestionali, in anni in cui la Scuola di specializzazione ancora non esisteva.

Nell’estate 2014, i primi specialisti dell’emergenza rischiarono di non poter partecipare ai concorsi per entrare nei Dipartimenti di Emergenza perché l’elenco delle specialità equipollenti non era ancora stato adeguato e la Medicina di emergenza-urgenza non rientrava nel novero. In quel caso il Ministero intervenne dopo segnalazione formale del Presidente nazionale Simeu e del Presidente della Conferenza permanente per la formazione in medicina di emergenza-urgenza: il “baco” burocratico fu sanato, senza danno per i nuovi specialisti.

La situazione è più preoccupante per l’accesso alle posizioni apicali: è recente l’intervento di Fimeuc, Federazione italiana di medicina di emergenza-urgenza, che ha inviato una lettera al presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, e al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per l’avviso pubblico del 9 novembre 2015 relativo al conferimento dell’incarico quinquennale di direttore della struttura complessa di Pronto Soccorso, presso il Presidio “Spedali Civili” di Brescia; l’avviso è stato bandito per la disciplina Anestesia e Rianimazione, Area della Medicina Diagnostica e dei Servizi. “Ciò appare in difformità – sottolinea Adelina Ricciardelli, presidente di Fimeuccon le normative vigenti che inquadrano le strutture complesse di Pronto soccorso nell’Area medica e delle specialità mediche, disciplina Medicina e Chirurgia di accettazione e d’urgenza. Area e disciplina condizionano sia i requisiti specifici per partecipare alla selezione, sia quelli per la composizione della commissione esaminatrice. Cosa che potrebbe portare a eventuali ricorsi e contenziosi”. E il caso di Brescia non è l’unico: Fimeuc è intervenuta alcuni mesi fa per una situazione simile, in quell’occasione a Matera; concorsi con bandi irregolari sono stati attivati anche in Liguria.

A parte i casi di violazione delle norme vigenti (come nel caso del concorso citato di Brescia), i criteri di accesso ai concorsi apicali, sia per quanto riguarda le equipollenze che per quanto riguarda le discipline per la maturazione dell’anzianità di servizio, sono ambigui e discutibili; tali criteri sono peraltro un elemento decisivo per il riconoscimento dell’identità professionale del medico dell’emergenza e per garantire la qualità dei servizi di emergenza. In una lettera al Ministero della Salute, che risale allo scorso giugno 2015, la Simeu sottolineava come la normativa per la selezione dei Direttori di Medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza consentisse l’accesso anche a professionisti senza esperienza alcuna in pronto soccorso e penalizzasse professionisti con oltre dieci anni di servizio in Pronto soccorso, ma non in possesso di specializzazione; le norme sul reclutamento dei direttori rischiano di vanificare i progressi registrati in termini di articolazione organizzativa del sistema di emergenza ospedaliera, registrati con l’entrata in vigore del Regolamento sugli standard ospedalieri (DM 70 del 2 aprile 2015). “Come già in quella occasione – afferma Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeue alla luce delle situazioni evidenziate da Fimeuc che si sono venute a creare in questi ultimi mesi, la Società scientifica della medicina di emergenza-urgenza chiede al Ministro Beatrice Lorenzin che siano bloccati i concorsi attivati in violazione delle normative vigenti (relativamente alle aree disciplinari) e che si ponga rimedio alle storture sui criteri di accesso alle posizioni apicali, considerando condizione necessaria un’anzianità di almeno sette anni di servizio in Ps/Dea e condizione sufficiente un’anzianità di servizio di almeno dieci anni nelle strutture d’emergenza, indipendentemente dalla disciplina in cui è stata maturata l’anzianità”.

Trattamento post-rianimazione da arresto cardiaco nell’adulto: opinione di un panel di esperti

martedì, gennaio 12th, 2016

 

Dott. Paolo Balzaretti, redazione Blog SIMEU

Su Twitter: @P_Balzaretti


Fare riferimento a linee guida internazionali è importante; è peraltro esperienza comune come sia spesso difficile adattare tout-court documenti sviluppati in contesti clinici ed organizzativi molto diversi da quello in cui si opera abitualmente. Per questo è importante sostenere la “produzione” di raccomandazioni locali, quanto meno nazionali, che tengano conto delle particolarità organizzative ed epidemiologiche del nostro Paese.

Parliamo dunque ben volentieri del documento dal titolo “Implementazione del Trattamento post-rianimazione da arresto cardiaco nell’adulto: opinione di un panel di esperti”, pubblicato recentemente sul Giornale Italiano di Cardiologia. Si tratta di un documento inter-societario cui hanno partecipato l’Italian Resuscitation Council (Irc), l’Associazione Nazionale Cardiologi Ospedalieri (Anmco), la Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza (Simeu), la Federazione nazionale dei collegi Ipasvi e la Società Italiana dei sistemi 118 (Sis-118). Per Simeu ha partecipato il dott. Andrea Fabbri, direttore della Struttura complessa di Pronto soccorso, Medicina d’urgenza e 118 dell’Azienda Usl di Forlì nonché Responsabile del Centro Studi Simeu.

La mortalità dei pazienti rianimati con successo dopo arresto cardiaco rimane ancora piuttosto elevata. Dunque la ripresa del circolo spontaneo, che spesso viene interpretato come “un traguardo” sudato, rappresenta in realtà un punto di partenza di un percorso molto complesso che gli Autori hanno suddiviso in fasi successive, seguendo l’impostazione proposta dall’Ilcor nel 2008: 1) fase immediata (ripresa del circolo spontaneo – 20 minuti), 2) fase precoce (20 minuti – 6 ore), 3) fase media (6 ore – 72 ore) e 4) fase di recupero oltre le 72 – 96 ore.

Nel documento viene data importanza a tre argomenti in particolare, dei quali viene fatta un’approfondita analisi: la gestione della temperatura corporea, l’eventuale indicazione a coronarografia in urgenza e prognosi neurologica.

Per ognuno dei temi trattati vengono esposte le relative indicazioni, suddivise in due gradi di “forza”: le indicazioni “suggerite” sono quelle che si basano su evidenze più solide (trial clinici randomizzati, registri clinici, raccomandazioni di esperti contenute in linee guida internazionali), quelle “da considerare” invece hanno basi scientifiche meno solide (studi osservazionali, studi animali).

Speriamo che questo documento favorisca l’ulteriore collaborazione tra le Società scientifiche dell’emergenza-Urgenza in Italia, come già avvenuto in passato.

 

Maria Pia Ruggieri eletta presidente nazionale Simeu

martedì, dicembre 15th, 2015

Rinnovato il Cdn della Società scientifica nazionale e tutte le cariche societarie per il biennio 2015 – 2017

@SilviaAlparone

Maria Pia Ruggieri è la nuova presidente nazionale Simeu, Società italiana della Medicina di emergenza-urgenza.

Sostituisce Gian Alfonso Cibinel, presidente Simeu 2013-2015.

La sua elezione, con l’unanimità dei voti, si è tenuta sabato 12 dicembre, in occasione della prima riunione del Consiglio direttivo nazionale della Società, recentemente eletto dall’Assemblea dei soci.

Insieme alla carica di presidente sono state definite anche gli altri nuovi incarichi societari per il biennio 2015-2017: vicepresidente della società è Paolo Groff, segretario Paola Caporaletti e tesoriere Michele Zagra.

***

Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu: nata a Martina Franca (Ta) nel 1967, è Responsabile del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma. È stata segretario della sezione regionale Simeu Lazio per il biennio 2011-2013 e poi segretario nazionale Simeu nel 2014-2015.

Dal 2010 è responsabile del progetto “Triage Modello Lazio: formazione permanente e corretta applicazione delle metodologie” nell’ambito della Medicina d’urgenza dell’Azienda San Giovanni Addolorata.

Da luglio 2013 è coordinatrice, presso la propria Azienda sanitaria, del Gruppo multidisciplinare “Protocollo di Gestione della vittima di violenza”, oltre che referente Referente nell’ambito del Programma del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di sanità di Un Programma di formazione blended per operatori sanitari e non, mirato al rafforzamento delle reti territoriali per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere. Ancora, per la Società scientifica è responsabile del gruppo nazionale di analisi del fenomeno della violenza di genere osservata dalla prospettiva del pronto soccorso.

Ha coordinato le edizioni 2014 e 2015 della Settimana nazionale Simeu del Pronto Soccorso, manifestazione nazionale che si tiene annualmente in tutte le Regioni d’Italia con lo scopo di avvicinare pazienti e professionisti sanitari per costruire insieme un sistema dell’emergenza sanitaria sempre più efficiente.

Paolo Groff, vicepresidente nazionale: nato nel 1964, è direttore del Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza dell’Ospedale Civile Madonna del Soccorso di San Benedetto del Tronto (AP).

Paola Caporaletti, segretario nazionale: nata a Lecce nel 1961, è dirigente medico della Medicina e Chirurgia di Accettazione e di Urgenza della Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico Consorziale di Bari.

Michele Zagra, tesoriere: nato a Palermo nel 1950, è direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione e dei Servizi, dell’Ospedale Buccheri La Ferla Fatebenefratelli di Palermo.





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