X Congresso nazionale Simeu: costo d’iscrizione ridotto fino al 31 agosto

agosto 3rd, 2016 | NO COMMENTS

Dott. Paolo Balzaretti, redazione Blog Simeu

Su Twitter: @P_Balzaretti


Sappiamo bene che in questi giorni in cui l’estate giunge al culmine l’aggiornamento professionale non è il primo dei pensieri. Ci teniamo però a segnalarvi le ultime novità riguardanti il prossimo Congresso Nazionale Simeu, che si terrà a Napoli dal 18 al 20 novembre (hashtag #SIMEU16).

Iscrizioni: prezzi ridotti fino al 31 agosto

Innanzitutto vi ricordiamo che vi sono prezzi e condizioni speciali per chi si iscriverà entro il 31 agosto. Si parla di un risparmio di 50 euro, dunque un’occasione da non lasciarsi sfuggire!

Le iscrizioni si possono effettuare direttamente online tramite il sito internet dedicato al Congresso (www.simeu.it/w/congresso2016). Per qualsiasi ulteriore informazione (anche a proposito dei Corsi Precongressuali) è possibile contattare la Segreteria Nazionale SIMEU (e-mail: info@simeu.it, telefono: 02 67077483).

Perché venire a Napoli?

L’obiettivo di Simeu è come sempre quello di fornire, nel corso del suo Congresso Nazionale, la panoramica più ampia possibile sulle novità dell’emergenza-urgenza, prendendo in considerazione anche il punto di vista dell’emergenza territoriale e dell’infermieristica d’urgenza. Una delle caratteristiche fondamentali della nostra disciplina riguarda la continua interazione con altri specialisti, soprattutto in virtù del fatto che siamo chiamati a intervenire su qualsiasi tipo di problema acuto di salute, ovunque si verifichi e in qualsiasi momento della giornata, e spesso la collaborazione con gli altri specialisti è essenziale per garantire il miglior iter diagnostico e terapeutico al paziente. Frequentemente i rapporti non sono facili e le condizioni di pressione costante generano incomprensioni. È dunque benvenuta l’occasione di confronto che questo Congresso offrirà con i nostri colleghi cardiologi (si parlerà di dolore toracico), anestesisti (con i quali si affronterà il tema della contusione polmonare), psichiatri (con cui si discuterà di agitazione psicomotoria), pediatri, chirurghi e radiologi. Infine, com’è ormai tradizione, non possiamo tacere dell’importanza che verrà data anche ai temi di carattere organizzativo, psicologico (basti pensare al peso che ha nella nostra professione il burn-out, un altro dei temi affrontati) e sociale (uno su tutti, esemplare per attualità, i migranti).

Per chi fosse interessato ad approfondire, sul sito dedicato al Congresso (www.simeu.it/w/congresso2016) è reperibile l’ultimo aggiornamento del programma.

Formazione

Chi conosce la nostra società scientifica sa bene che Simeu è sinonimo di formazione e anche questo Congresso sarà all’altezza. In primo luogo i corsi pre-congressuali: non credo che molti congressi possano vantare un’offerta costituita da circa 28 corsi, che coprono tutto lo scibile dell’emergenza-urgenza, cui è possibile iscriversi direttamente dal sito del congresso (www.simeu.it/w/congresso2016); vi segnaliamo in particolare alcuni corsi i cui posti sono prossimi ad esaurirsi: PEDIATRIC ADVANCED LIFE SUPPORT PROVIDER (PALS) dell’American Heart Association, PROCEDURE INVASIVE IN EMERGENZA-URGENZA e ACC – HF SIM & CRM® SIMEU – ANMCO (TEAM MEDICI-INFERMIERI). In questi casi i posti disponibili sono meno di 5.

L’avvio della Scuola di specializzazione in Medicina d’emergenza-Urgenza ha fatto sì che siano cresciute le attività formative che coinvolgono i nostri Dea e i Servizi di emergenza territoriale in cui lavoriamo. Il Congresso sarà un’occasione per fare il punto su alcuni temi rilevanti: quale ruolo per la simulazione? Quale bilancio della Scuola di Specializzazione a due anni dall’ingresso nel mercato del lavoro dei primi specialisti? Come ha influito la Formazione Simeu sulla sedazione e l’analgesia nella pratica clinica? Esiste un ruolo per i social media nella formazione e nell’aggiornamento degli operatori della Medicina d’emergenza-urgenza?

In conclusione mi sembra che ci siano molti ottimi motivi per unirsi a noi a Napoli, cui si aggiungono la possibilità di conoscere una città bellissima, che saprà accoglierci nel modo migliore, e la possibilità unica durante Congressi come questi di incontrarsi, scambiarsi informazioni ed esperienze con altri colleghi da tutta Italia e, perché no?, dare il via a nuove iniziative comuni.

Caso Spedali Civili di Brescia: Simeu conferma la propria posizione sul Concorso di Direttore del Pronto Soccorso

agosto 2nd, 2016 | NO COMMENTS


La pubblicazione di un articolo in data 31/07/2016, sul Corriere della Sera – edizione di Brescia – relativo al concorso per la direzione del PS degli Spedali Civili, contenente alcune imprecisioni ed affermazioni errate, rende necessaria la seguente nota da parte della Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU).

L’esposto presentato alla Procura della Repubblica di Brescia da parte della SIMEU e di altre società scientifiche, relativo al concorso per la direzione del PS degli Spedali Civili di Brescia, giuridicamente non può essere ritirato; si tratta di una notifica di fatti e di valutazioni all’autorità giudiziaria e, una volta depositato il documento, solo l’autorità giudiziaria ha il potere di decidere tra il rinvio a giudizio e l’archiviazione.

La SIMEU considera positivamente la sospensione della procedura concorsuale illegittima, a suo tempo emanata, e ribadisce la richiesta di ritiro definitivo del bando e di avvio di una nuova procedura regolare, per la disciplina Medicina e Chirurgia d’Accettazione e d’Urgenza; tale disciplina in base alle normative in vigore non include l’Anestesia e Rianimazione tra le specializzazioni equipollenti (vincolanti come requisito di accesso).

Un eventuale nuovo bando sarà valutato attentamente dalla SIMEU che procederà ad impugnazione con richiesta di sospensiva davanti al TAR ed eventuale nuovo esposto alla Procura se saranno ravvisati profili di illegittimità.

La SIMEU informa la sua azione in questo caso a due sole istanze fondamentali:

- il rispetto della legalità

- l’esigenza per il SSN e per i cittadini di collocare nelle posizioni di direzione in ambito sanitario i professionisti migliori.

Le due istanze sono garantite se ai concorsi sono ammessi tutti i candidati aventi diritto, se la procedura consente l’individuazione dei concorrenti più validi e se le selezioni sono effettuate da direttori (primari) impegnati nell’attività specifica della disciplina messa a concorso, ovvero nell’attività di Pronto Soccorso.

 

 

 

Decisioni condivise in Pronto Soccorso: è possibile?

luglio 21st, 2016 | NO COMMENTS

Dott. Paolo Balzaretti, redazione Blog Simeu

Su Twitter: @P_Balzaretti

 

Durante un turno in Pronto Soccorso prendiamo decine di decisioni, alcune delle quali possono avere un impatto significativo sullo stato di salute attuale e futuro del paziente. L’approccio con cui vengono prese può oscillare tra due modelli estremi: da un lato quello “paternalistico”, in cui il clinico, pur informando il paziente, prende la decisione finale che ritiene più appropriata autonomamente. Al polo opposto c’è il modello decisionale “informato”, nel quale il medico presenta tutte le informazioni necessarie al paziente il quale, dopo averle valutate, sceglie da solo cosa fare. L’approccio condiviso (“Shared Decision Making”, SDM) si colloca in qualche modo a metà strada, garantendo anche al paziente la possibilità di spiegare le proprie preferenze al medico e partecipando con quest’ultimo alla decisione finale (1).

Fino ad oggi l’argomento ha ricevuto attenzione nell’ambito della medicina ambulatoriale che si occupa di patologie croniche, come per esempio l’oncologia, mentre in Medicina d’Urgenza gli studi e i progetti portati a termine sono scarsi. La Society for Academic Emergency Medicine, ritenendo maturi i tempi per provare ad adottare questo approccio anche nei Dipartimenti di Emergenza, ha promosso una Consensus Conference (2) sull’argomento, che rappresenta un’occasione per un approfondimento.

 

Le decisioni condivise in Medicina

A prescindere dalle differenze tra le singole definizioni, la Consensus Conference ha convenuto che si possa parlare di processionale condiviso se: 1) è garantita la presenza di due attori, il medico e il paziente (o qualcuno designato a decidere per lui), 2) si verifica una condivisone delle informazioni da entrambe le parti, 3) al paziente è consentita la partecipazione alla decisione finale (1). Nella SDM, il medico illustra le diverse opzioni al paziente, fornendo informazioni riguardo rischi e benefici mentre quest’ultimo partecipa presentando le sue preferenze e i suoi valori, contribuendo a chiarire meglio quali debbano essere gli obiettivi del trattamento (2).

Alla base di questo nuovo atteggiamento vi è innanzitutto la consapevolezza che, a parta alcune situazioni in cui vi è un’opzione chiaramente superiore alle altre in termini di rapporto rischio-beneficio, in molti casi vi sono diverse possibili scelte, ognuna con i propri vantaggi e svantaggi. In questi casi un atteggiamento strettamente paternalistico non è del tutto giustificabile. Per altro verso, le decisioni prese dai medici sono spesso il frutto di orientamenti culturali e formativi prima ancora che della disamina di tutte le evidenze disponibile, come dimostrato regolarmente dalle analisi della variabilità su base geografica dell’impiego di test diagnostici o procedure terapeutiche (Prevedello 2012, Ko 2010). Inoltre, noi professionisti sanitari riteniamo di volta in volta di conoscere bene quali siano le preferenze dei pazienti e di agire di conseguenza. In realtà questa potrebbe essere solo un’illusione: per esempio, secondo i medici il 71% delle donne affette da tumore del seno ritiene la preservazione dell’integrità della mammella prioritaria, cosa che trova d’accordo solo il 7% delle dirette interessate (Mulley 2012). Non ultimo, non dobbiamo scordarci mai che è il paziente che vive con le conseguenze delle nostre decisioni.

 

È possibile applicarla in Emergenza-Urgenza?

La Medicina d’Emergenza-Urgenza presenta alcune caratteristiche che potrebbero incidere sull’effettiva applicazione della SDM: in primo luogo, le decisioni più rilevanti riguardano spesso pazienti con condizioni cliniche potenzialmente fatali, devono essere prese piuttosto rapidamente e non prevedono possibilità di ripensamento: in questi frangenti informare ampiamente il paziente e discutere i pro e i contro delle singole opzioni spesso non è fattibile (1). La SDM trova anche scarsa applicazione in quelle situazioni in cui vi sono strategie diagnostiche o terapeutiche chiaramente più valide (basti pensare alla rivascolarizzazione primaria nel paziente con STEMI, in assenza di controindicazioni). Vi sono poi situazioni in cui il paziente non è in grado di fornire il suo contributo al processo decisionale, o perché affetto da demenza o perché sotto effetto di sostanze stupefacenti.

Alcune barriere percepite dai Medici d’Urgenza statunitensi sono la contrarietà talvolta espressa dal paziente a partecipare alla decisione, una situazione verificatasi circa nel 47% dei casi in uno studio sulla scelta condivisa della terapia analgesica di piccoli traumi osteo-muscolari (Holland 2016). Altri ostacoli riferiti sono il timore che sia troppo complicato per i pazienti scegliere la strategia migliore, l’idea che vi siano interferenze con la facoltà del medico di scegliere quale test diagnostico o trattamento siano i migliori, l’eccessivo tempo richiesto per la sua attuazione e la preoccupazione di essere perseguito qualora non venga scelta la strategia più efficace, anche se in accordo con il paziente (3). Infine spesso riteniamo che i pazienti tendano spesso a scegliere scelgono un trattamento più aggressivo di quanto non necessitino effettivamente, anche se ciò è stato smentito dalle evidenze di letteratura, come vedremo più avanti.

Non si può escludere d’altra parte che l’applicazione della SDM possa avere degli effetti negativi quali, per esempio, un aumento dell’ansia del paziente in relazione alle informazioni ricevute o alla richiesta di partecipare ad una decisione per la quale non si sentono sufficientemente preparati (Rosenbaum 2015).

 

Quando applicarla?

Ad aprile 2016 sono stati pubblicati i risultati di una survey che ha coinvolto circa 700 medici d’urgenza americani cui veniva chiesto di indicare se ritenevano appropriata l’applicazione dei principi della decisione medica condivisa in alcuni specifici ambiti tipici della pratica in Pronto Soccorso (4). I quattro ambiti in cui vi era il maggiore accordo erano la trombolisi per lo stroke, la puntura lombare per escludere l’emorragia cerebrale dopo una TC encefalo negativa, la TC encefalo per il trauma cranico minore pediatrico e la dimissione del paziente con dolore toracico e accertamenti negativi per la sindrome coronarica acuta.

 

Funziona?

Per il momento esistono pochi esempi di applicazione pratica della SDM in Medicina d’Urgenza. Il lavoro che rappresenta oggi una delle applicazioni più compiute è stato pubblicato nel 2012 (5). Si tratta di un trial randomizzato multicentrico in cui 101 pazienti giunti in Pronto Soccorso con dolore toracico, nei quali esame obiettivo, ECG e prelievi seriati della troponina erano negativi, sono stati coinvolti in un processo decisionale condiviso riguardante l’esecuzione di un test ergometrico pre dimissione e 103 sono stati seguiti secondo l’approccio abituale. La decisione condivisa si basava sull’impiego di uno strumento cartaceo riportato in figura 1.

 

Fig. 1. Supporto cartaceo adottato nello studio di Hess e colleghi.

 

I pazienti dei due gruppi di trattamento presentavano caratteristiche anamnestiche e cliniche sovrapponibili. L’outcome principale era il livello di conoscenza circa la propria condizione clinica, risultato significativamente più alto nei pazienti cui è stato proposto il supporto decisionale. Questi pazienti sperimentavano anche meno incertezza riguardo l’adesione al programma terapeutico senza alcuna riduzione della fiducia nel medico. I pazienti nel gruppo di trattamento sceglievano meno frequentemente di essere ricoverati nella Chest Pain unit per essere sottoposti a test provocativo e di essere sottoposti a test ergometrico entro 30 giorni dalla dimissione. Non si sono registrate differenze significative in termini di eventi cardiovascolari maggiori (un solo infarto miocardico nel gruppo di trattamento) a 30 giorni, ma lo studio mi sembra troppo piccolo perché si possa esprimere un giudizio sulla sicurezza della SDM.

 

In sintesi, credo che anche in Italia vi sarà una crescente attenzione verso strategie di coinvolgimento del paziente nelle decisioni cliniche in Medicina d’Urgenza, così come sta succedendo negli Stati Uniti. Anche da noi i pazienti giungono ormai spesso in Pronto Soccorso dopo essersi documentati su Internet riguardo la possibile causa dei loro disturbi e sui potenziali trattamenti; per questo motivo, un atteggiamento paternalistico che li escluda completamente dalle decisioni da prendere non è più attuabile. Naturalmente sarà necessario una rielaborazione delle aree di applicazione e degli strumenti da utilizzare, in considerazione delle differenze nella pratica clinica al di qua e al di là dell’Atlantico. Ciò non di meno, i contenuti della Consensus Conference di Academic Emergency Medicine potranno costituire una valida base di partenza.

 

Bibliografia

  1. Hess EP, Grudzen CR, Thomson R, et al. Shared decision-making in the Emergency Department: respecting patient autonomy when seconds count. Acad Emerg Med 2015; 22: 856-864. Link
  2. Grudzen CR, Anderson JR, Carpenter CR, Hess EP. Shared Decision Making in the emergency department: development of a Policy-Relevant Patient-Centered research agenda. Acad Emerg Med 2016; published online July 8th 2016. DOI: 10.1111/acem.13047 Link
  3. Kanzaria HK, Brook RH, Probst MA, et al. Emergency Physician Perceptions of Shared Decision-making. Acad Emerg Med 2015; 22: 399-405. Link
  4. Probst MA, Kanzaria HK, Frosch DL, et al. Perceived appropriateness of Shared Decision-making in the Emergency Department: a survey study. Acad Emerg Med 2016; 23: 375-381. Link
  5. Hess EP, Knoedler MA, Shah ND, et al. The chest Pain Decision Aid. A randomized trial. Circ Cardiovasc Qual Outcomes 2012; 5: 251-259. Link

 

Caso Spedali Civili di Brescia: Le Società scientifiche dell’emergenza presentano esposto in Procura

giugno 29th, 2016 | NO COMMENTS

@SilviaAlparone

 

Simeu, Società italiana della medicina di emergenza-urgenza, insieme a Fimeuc, Federazione italiana della medicina di emergenza-urgenza e delle catastrofi e ad Acemc, Academy of emergency medicine and care hanno presentato un Esposto alla Procura di Brescia sulla questione del concorso per direttore di Pronto soccorso agli Spedali Civili di Brescia bandito lo scorso novembre.

Nell’Esposto le società scientifiche denunciano e ricostruiscono l’accaduto, sostenendo “l’illegittimità dell’operato dell’Azienda ospedaliera Spedali Civili di Brescia che ha messo a concorso un incarico quinquennale di direzione della struttura complessa di pronto soccorso individuando quale area interessata l’Area di medicina diagnostica e dei servizi e indicando quale disciplina Anestesia e Rianimazione, in palese contrasto con la normativa in materia, che colloca la struttura del pronto soccorso invece nell’Area medica e delle specialità mediche e indica come specialità di riferimento la Medicina e chirurgia di accettazione e d’urgenza ed equipollenti, fra cui non è riconosciuta Anestesia e Rianimazione”.

L’esposto si conclude con la richiesta alla Procura affinché indaghi sui fatti per i reati eventualmente ravvisabili.

Simeu agisce in questo caso insieme alle società scientifiche e associazioni federate in Fimeuc rappresentative dei medici che operano in tutte le strutture dell’emergenza sanitaria nazionale, fra cui Anaao-Assomed, Associazione medici dirigenti del Ssn, Cimo, Confederazione italiana medici ospedalieri, e Smi, Sindacato medici italiani.

La denuncia di Simeu del caso Brescia è stata avallata anche dall’intervento di due organizzazioni internazionali di settore, Eusem, European society for emergency medicine, e Uems, Union européenne des médicines spécialistes.

Un riassunto della vicenda su questo blog.

Gestione intraospedaliera dei pazienti che si presentano con dolore toracico

giugno 21st, 2016 | NO COMMENTS

Dott. Paolo Balzaretti, redazione Blog Simeu

Su Twitter: @P_Balzaretti


Il dolore toracico è la causa del 3 – 4% degli accessi in Pronto Soccorso nell’Europa Mediterranea (1, 2), dei quali una percentuale tra il 6,5% (1) e il 13% (3) riceve una diagnosi di Ima. Per il medico d’Urgenza è importante conoscerne approfonditamente l’iter diagnostico, condotto talvolta almeno in parte in collaborazione con gli specialisti cardiologi, anche per i potenziali risvolti medico-legali ad esso correlati.

È dunque benvenuta la pubblicazione, sul fascicolo di giugno del Giornale Italiano di Cardiologia, del documento di consenso ANMCO/SIMEU sulla gestione intraospedaliera dei pazienti che si presentano con dolore toracico, che include tra gli Autori i soci Simeu Paolo Groff, Gian Alfonso Cibinel, Maria Pia Ruggieri ed Enrico Ruggiero.

La revisione del precedente documento di consenso di Simeu e Anmco (Associazione Nazionale Medici Cardiologici Ospedalieri) pubblicato nel 2009 (4) si è resa necessaria in virtù della costante innovazione degli strumenti diagnostici a disposizione, sia biochimici che di imaging, che della volontà di recepire, anche in ambito nazionale, i nuovi indirizzi diagnostico-terapeutici proposti dalle Società Scientifiche internazionali per mezzo delle loro linee-guida. L’attenzione del lavoro è focalizzata, come chiarito fin dall’introduzione, sulla valutazione del paziente con dolore toracico di sospetta origine cardiaca.

Le principali novità introdotte sono:

  • la raccomandazione all’impiego degli score clinici. Quelli presi in considerazione dal documento sono il Timi risk score e l’Heart score, che permettono di integrare, in modo standardizzato, i dati anamnestici, obiettivi, elettrocardiografici e biochimici, consentendo una stratificazione prognostica del paziente.
  • L’acquisizione delle nuove tecniche di dosaggio ad elevata sensibilità della troponina, delle quali vengono descritte le caratteristiche analitiche e di accuratezza diagnostica e le potenziali implicazioni sulla gestione del paziente.
  • L’adesione ai protocolli standardizzati 0-3h per il dosaggio della troponina proposti dall’ESC per l’esclusione (rule-out) e la diagnosi rapida (rule-in) dell’infarto miocardico nei pazienti con dolore toracico acuto, nelle Strutture ospedaliere dove sia disponibile il dosaggio ad elevata sensibilità, così come definito nel documento.
  • Risonanza magnetica cardiaca: pur riconoscendo che non vi siano evidenze circa l’accuratezza della metodica il suo impatto nella gestione del paziente con dolore toracico acuto, le si riconosce un possibile impiego nei pazienti che si presentano con alterazioni Ecg ma nessuna variazione significativa della concentrazione della troponina per una diagnosi differenziale tra ischemia miocardica acuta o pregressa o la presenza di altre miocardiopatie quali la miocardite o la sindrome di Takotsubo.
  • Definizione di un algoritmo per la valutazione dei pazienti con aumento tipico dei valori di troponina (superiore a 5 volte il valore normale o con andamento crescente/decrescente), il quale può indirizzare il clinico nei casi in cui non sia possibile un’esclusione rapida dell’infarto miocardico.
  • L’introduzione del Chest Pain Team, il quale, costituito da un medico d’urgenza, un cardiologo e di un infermiere, si occupi della stesura di un piano diagnostico-terapeutico aziendale, ne promuova la diffusione, ne monitorizzi l’applicazione attraverso audit clinici e favorisca l’aggiornamento del personale attraverso la presentazione dei più recenti dati di letteratura e la revisione dei casi più complessi.

Vi segnaliamo che si parlerà di questo documento anche nel prossimo Congresso Nazionale Simeu che si terrà a Napoli dal 17 al 20 novembre prossimi. Tutte le informazioni a cliccando qui.

Bibliografia

  1. Martinez-Selles M, et al. Chest pain in the Emergency Department: incidence, clinical characteristics, and risk stratification. Rev Esp Cardiol 2008; 61(9): 953-959.

  2. Solinas L, et al. Prevalence, clinical characteristics, resource utilization, and outcome of patients with acute chest pain in the Emergency Department. A multicenter, prospective, observational study in the north-eastern of Italy. Ital Heart J 2003; 4(5): 318-324.

  3. Domanovits H, et al. Acute chest pain – a stepwise approach, the challenge of the correct clinical diagnosis. Resuscitation 2002; 55: 9-16.

  4. Ottani F, et al. Percorso di valutazione del dolore toracico. Valutazione dei requisiti di base per l’implementazione negli ospedali italiani. G Ital Cardiol 2009; 10: 46-63.

#SettimanaPS2016: Una grande partecipazione per l’edizione di quest’anno

maggio 30th, 2016 | NO COMMENTS

@SilviaAlparone

 

Si è chiusa domenica 29 maggio l’edizione 2016 della Settimana nazionale Simeu del Pronto soccorso. La terza edizione della manifestazione, partita nel 2014, ha registrato una notevole partecipazione della popolazione alle iniziative promosse dalla società scientifica e una crescente attenzione delle istituzioni e dei mezzi di comunicazione ai singoli eventi a livello locale e ai dati e allo spirito dell’iniziativa a livello nazionale.

Il tema di quest’anno, dedicato al paziente anziano fragile, ha colto nel segno: l’argomento sensibile sia dal punto di vista sanitario che sociale, trattato con l’opportuna diffusione di dati e con un ricco corredo di informazioni relative ai percorsi di cura esistenti e necessari per migliorare il servizio, ha ottenuto lo scopo di attirare l’attenzione sul problema in sè e sul tema del ruolo del pronto soccorso in generale.

Particolarmente gratificanti per gli organizzatori, per la risposta del pubblico coinvolto, le molte iniziative di confronto che si sono tenute nei centri anziani, con la partecipazione attiva degli iscritti anche ai momenti di formazione sulle tecniche di primo soccorso in caso di necessità.

Molto diversificata e particolarmente creativa l’offerta dei calendari delle singole regioni. Oltre all’iniziativa della Basilicata di cui abbiamo parlato in un post precedente e dello spettacolo di Livorno, è da segnalare a Bergamo un flash mob che si è svolto nei corridoi dell’Ospedale papa Giovanni XXIII.

L’evento conclusivo a Roma all’outlet di Valmontone, centro commerciale alle porte della capitale, ha coinvolto il pubblico presente, salutando idealmente tutti i partecipanti ai molti eventi delle diverse regioni e dando

appuntamento alla prossima edizione della Settimana del Pronto Soccorso nella primavera del 2017!!!

Napoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vercelli

Barletta

Genova

#SettimanaPS2016: Il pronto soccorso e la cura degli anziani fragili su Rai1

maggio 28th, 2016 | NO COMMENTS

@SilviaAlparone

 

Simeu racconta il pronto soccorso a Tv7. La puntata di venerdì 27 maggio della rubrica di approfondimento del Tg1 ha dedicato un ampio spazio alla descrizione della cura degli anziani fragili in emergenza. La voce dei pazienti e le loro storie sono stati affiancati dalla testimonianza di medici e infermieri Simeu fra Roma e Napoli. Emerge, senza filtri, la realtà della vita di pronto soccorso, fra le difficoltà e l’impegno professionale e umano di chi ci lavora e il bisogno di cura e assistenza di chi vi si rivolge. Protagonisti Maria Pia Ruggieri, Antonella Cocorocchio e Mario Guarino. Il servizio è stato realizzato nei giorni scorsi, durante la Settimana del Pronto soccorso 2016 dedicata prorpio a questo tema, fra l’ospedale San Giovanni di Roma e il San Paolo di Napoli. Un ringraziamento particolare ad Alessio Bertini, che aveva offerto disponibilità per le riprese a Livorno e che solo all’ultimo non è rientrato nel servizio del Tg1.

E’ possibile rivedere la puntata QUI. Il servizio inizia dal minuto 00.24 circa.

 

 

 

Anche le Società scientifiche europee contro il concorso di Brescia

maggio 26th, 2016 | NO COMMENTS

Eusem, European society for emergency medicine, e Uems, Union européenne des médicines spécialistes, sono intervenute nel dibattito nazionale che si è aperto a proposito del concorso bandito agli Spedali Civili di Brescia per l’incarico di primario del Pronto soccorso riservato a specialisti in Anestesia e rianimazione.

Le due prese di posizione sono particolarmente significative perché Eusem è la Società scientifica europea di riferimento del settore, di cui fanno parte le società scientifiche dell’emergenza urgenza dei singoli Paesi, e Uems rappresenta 43 specialità mediche di 37 Paesi e quindi dà un parere super partes sul caso in questione. In entrambe le lettere si sottolinea l’importanza di affidare la cura dei pazienti del pronto soccorso agli specialisti dell’emergenza-urgenza, come stabilito dagli standard europei definiti a livello internazionale proprio da Uems.


Per riassumere la vicenda: le norme vigenti, a tutela della qualità del servizio e della salute dei cittadini, prevedono che ai concorsi per medici e per primari da destinare all’attività in pronto soccorso possano accedere solo specialisti in Medicina d’urgenza (o altre specializzazioni equipollenti) o medici che abbiano maturato almeno dieci anni di servizio nella stessa disciplina. Agli Spedali Civili di Brescia si è appena svolta la selezione di un concorso per il conferimento dell’incarico di primario di Pronto soccorso, aperto solo a candidati con specializzazione in Anestesia e rianimazione, disciplina non equipollente alla Medicina d’urgenza e inserita in una diversa area funzionale, quella della Medicina diagnostica e dei servizi; sono stati invece esclusi tutti gli specialisti in Medicina d’urgenza (o discipline equipollenti) e i medici con esperienza di decine di anni nel settore specifico. Si tratta di una chiara violazione delle normative vigenti, e di una scelta che penalizza i cittadini compromettendo la qualità del servizio di pronto soccorso, servizio che verrebbe diretto da professionisti senza i requisiti minimi necessari; si tratta di professionisti che garantiscono competenza e professionalità di alto livello per la loro disciplina, ma non per l’attività clinica e gestionale da svolgere in pronto soccorso, che riguarda anche una maggioranza di pazienti non critici da valutare e da avviare tempestivamente al percorso più appropriato (ricovero in ospedale, osservazione breve, dimissione con attivazione di supporti territoriali).

Peraltro, nella stessa azienda sono in corso procedure per l’assunzione di dirigenti medici per il pronto soccorso nella disciplina “Medicina d’urgenza”; si verificherebbe l’incongruenza dell’assunzione, per la stessa struttura, di dirigenti medici e di un primario appartenenti ad aree funzionali e discipline diverse, che non sono affini né equipollenti.

Simeu ha segnalato l’irregolarità di Brescia all’Azienda, alla Regione Lombardia e al Ministero in due occasioni, lo scorso 2 dicembre e poi ancora il 2 maggio 2016 per chiedere di bloccare il concorso. Non essendo stata ancora interrotta formalmente la procedura si sta considerando la presentazione di un esposto alla Procura, a tutela dei cittadini e dei professionisti che operano in Pronto Soccorso.

Uno spot sulla #SettimanaPS2016 nei cinema di Matera

maggio 25th, 2016 | NO COMMENTS

Va in onda durante gli intervalli di tutte le proiezioni cinematografiche delle otto sale del circuito Red Carpet e ancora al Cinema comunale. Il logo della Settimana del Pronto Soccorso 2016 precede il video realizzato da Simeu e dagli Africa Unite su un corretto uso dell’emergenza sanitaria che rilancia la centralità del pronto soccorso nel Servizio sanitario nazionale. E’ una delle iniziative della Basilicata che prepara per domenica anche una gara podistica intorno al lago Pantano di Pignola, oltre a incontri sul tema dell’anziano fragile a Matera e Potenza e incontri con le scuole sul primo soccorso.

E gli incontri e le tavole rotonde sul tema dell’anziano fragile, su come migliorare le cure per un paziente clinicamente così complesso e come far fronte al disagio sociale che spesso complica le cure sanitarie, si moltiplicano in tutte le regioni: in ogni territorio infatti le risposte sono differenti, così come diversa è l’inegrazione fra cure territoriali e ospedaliere. Uno dei prossimi incontri si terrà nell’arco della mattinata di sabato 28 all’Ordine dei Medici di Bari. Incontro che concluderà anche formalmentne in Puglia i lavori per la SettimanaPS2016.

Ancora, in Piemonte, a Vercelli, si è tenuta mercoledì 25 maggio, una giornata di approfondimento sul tema della terapia farmacologica nel paziente over 80 in Pronto Soccorso.

Incontri nelle scuole, convegni e manovre di primo soccorso in pubblico

maggio 24th, 2016 | NO COMMENTS

Fitto il calendario degli eventi della #SettimanaPS2016

 

Sono state molte le iniziative con la popolazione di questi primi giorni della Settimana del Pronto soccorso in molte regioni italiane. In Sardegna, a  Cagliari, la Settimana si è aperta con una convention alla Marina Militare a cui è seguito un incontro tra il personale medico infermieristico che si occupa del paziente anziano e i cittadini. L’evento ha coinvolto tutto il sistema degli operatori dei DEA e PS sardi. In Lombardia sono iniziate le visite guidate delle classi quarte delle superiori alle strutture e alle tecnologie dei Dipartimenti di emergenza e accettazione degli ospedali. in Toscana, all’Arena Villa Fabricotti di Livorno, si è tenuto un pomeriggio dal titolo “Pronto soccorso, per un servizio a misura di anziano”, che si è aperto con uno spettacolo di bole di sapone del Mago Bolle, per proseguire poi con un approfondimento sull’invecchiamento attivo, in collaborazioen con Auser e Cittadinanzattiva, e ancora sul miglioramento possibile del pronto soccorso di Livorno.

A Roma intanto, nella mattinata di martedì 24 maggio, Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, in visita al San Giovanni Addolorata di Roma, ha anche visitato, in occasione della SettimanaPS2016, il pronto soccorso dell’ospedale diretto da Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeu. Durante la visita il Ministro si è detta “Particolarmente interessata all’organizzazione dell’emergenza ospedaliera che costituisce uno dei principali impegni del mio mandato”.

Tutti icalendari delle regioni sono disponibili sul sito Simeu.