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HYPOTHESIS – Primo studio sul trattamento dell’ipoglicemia in pronto soccorso

Analizzati i dati relativi alla “zona grigia” dei diabetici italiani: i casi di ipoglicemia trattati in Pronto Soccorso

 di @SilviaAlparone

L’ipoglicemia è una condizione di forte impatto clinico ed emotivo nella vita delle persone con diabete, ma anche di forte impatto organizzativo ed economico per il Servizio sanitario nazionale.

Se ne è parlato al convegno che si è tenuto giovedì 28 novembre a Bologna presso il Palazzo dell’Archiginnasio dal titolo: “Hypothesis, Hypoglicemia Treatment in the hospital emergency System”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Mediche e chirurgiche dell’Università di Bologna e da Simeu.

Hypothesis, studio nazionale condotto dal Centro ricerche Simeu e coordinato da Giulio Marchesini Reggiani, docente di Malattie del metabolismo e dietetica clinica dell’Università di Bologna, ha per la prima volta in Italia raccolto i dati relativi a un fenomeno che non rientra nella casistica analizzata dai dati ministeriali relativi al diabete, che si basano esclusivamente sulle schede di dimissione ospedaliera o sui dati ambulatoriali: si tratta dei casi di ipoglicemia che accedono al pronto soccorso e qui vengono trattati, senza necessità di ricovero. Sono casi che non rientrano nelle statistiche ufficiali e che fino ad oggi hanno costituito una “zona grigia” nell’ambito del trattamento del diabete.

Lo studio ha preso in considerazione l’attività di 46 pronto soccorso su tutto il territorio nazionale, su cui insiste una popolazione di circa 12 milioni di abitanti: nell’arco di tempo compreso fra gennaio 2011 e giugno 2012, i casi di ipoglicemia sono stati in tutto quasi 4.000. Di questi circa il 40% viene dimesso dopo il trattamento e la soluzione dell’episodio di ipoglicemia, nell’Osservazione breve del Pronto Soccorso.

Si tratta di una popolazione in prevalenza costituita da malati fragili, cioè anziani con un’età superiore ai 65 anni, affetti da comorbilità che si sommano al diabete, con la conseguenza di un quadro clinico particolarmente complesso. Sono quindi pazienti particolarmente impegnativi per il Servizio sanitario nazionale, sia dal punto di vista clinico che economico e a cui va riservata un’attenzione specifica e sempre più mirata da parte dell’organizzazione sanitaria.

Sui risultati della ricerca vedi anche Quotidiano Sanità.

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