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Quali farmaci per il mal di denti? Può aiutarci l’NNT

di Ciro Paolillo,

MD Medicina d’Urgenza Azienda Ospedaliero Universitaria Udine

@EDstudy

www.alifeatrisk.com

 

Da poco sono passate le 3 di notte, finalmente si respira, la sala di attesa del Pronto Soccorso si è svuotata, si assapora un meritato caffè.

Aiutatemi” dice a bassa voce un giovane presentatosi trafelato con del ghiaccio sulla guancia “ieri il mio dentista mi ha tolto il dente del giudizio ed ho un male cane”.

L’aspetto è sofferente, la guancia è lievemente gonfia riesce a malapena ad aprire la bocca, si intravede la sutura in seta, per fortuna non sta sanguinando.

Il dentista di fiducia aveva prescritto una profilassi antibiotica e come analgesico dell’ibuprofene 200 mg X 3.

Effettivamente il mal di denti dopo una estrazione fa tanto male, i farmaci a disposizione sono tra i più disparati, FANS, paracetamolo, oppioidi, cortisone. Certamente in questi tipi di dolore la terapia combinata è più efficace, ma come ci si può districare tenendo d’occhio da un lato l’efficacia e dall’altro le dosi e gli effetti collaterali?

L’NNT (Number Need to Threat) può essere di aiuto in questo caso: indica il numero di pazienti che bisogna trattare usando un determinato farmaco o ricorrendo ad una combinazione di più farmaci paragonati ad un placebo, affinchè un solo paziente veda ridotto del 50% il suo mal di denti dopo circa 4 ore, in pratica più basso è il valore dell’NNT maggiore è l’efficacia della terapia. (vedi tabella allegata).

La combinazione ibuprofene – paracetamolo sembra essere la squadra vincente: insieme hanno miglior efficacia che da soli, agiscono con meccanismi diversi e soprattutto usandoli in modo combinato possono essere prescritti a dosaggi inferiori riducendo in tal modo i fastidiosi effetti collaterali.

Secondo le raccomandazioni dei dentisti americani (www.ada.org) il nostro malcapitato che riferisce un dolore severo andrebbe trattato con 400-600 mg di ibuprofene + 500 mg di paracetamolo ogni 4 – 6 ore, e se il dolore persistesse si può aggiungere come terza molecola l’idrocodone 10 mg ogni 4 – 6 ore.

Il trattamento del mal di denti nei pazienti da poco sottoposti ad estrazioni dentarie è una sfida quotidiana, certamente la terapia combinata può essere un’arma vincente, ma va cucita di volta in volta come un abito tenendo conto delle caratteristiche e dei fattori di rischio del paziente.

Tanto ancora resta da focalizzare: meglio prescrivere la terapia al bisogno o ad intervalli prefissati? Un anestetico locale long-acting iniettato nell’ambulatorio dentistico prima di alzarsi dal lettino potrebbe essere utile?

In attesa che in un futuro non troppo lontano la genetica potrà dire la sua predicendo se una terapia potrà essere o meno efficace sfruttiamo il buon NNT.

 

Per chi volesse approfondire:

  • PA Moore, Combining ibuprofen and acetaminophen for acute pain management after third-molar extractions, JADA 1 Agosto 2013 vol 144 pagg 898-908
  • EV Hersh, Precribing reccomendations for the treatment of acute pain in dentistry, Compendium pubblicato nell’aprile 2011. Scaricabile gratuitamente dal sito www.dentalaegis.com (sezione compendium).

 

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