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Codici diagnostici in pronto soccorso: la semplificazione della Toscana

di @SilviaAlparone

Una lista di codici diagnostici essenziali per l’emergenza sanitaria. L’hanno messa a punto l’Ars Toscana, Agenzia regionale di sanità, e la Direzione generale Diritti di cittadinanza e coesione sociale della Regione, in collaborazione con Simeu Toscana.

A livello nazionale erano già state realizzate da Lazio Sanità (Agenzia di Sanità Pubblica del Lazio), nell’ambito del Progetto “Mattoni del SSN”, sviluppati dal Ministero della Salute per il Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS), le “Linee Guida per la codifica di diagnosi e prestazioni in PS” [6]. Si tratta di una lista di 2140 codici diagnostici essenziali, integrati con 584 codici di prestazione, che però dal punto di vista pratico risulta eccessivamente estesa e soprattutto una classificazione non sempre efficace per l’individuazione delle patologie e per l’interpretazione dei dati epidemiologici.

Per questo in Toscana si è pensato di procedere a una semplificazione e a una revisione delle codifiche diagnostiche, in modo tale da rendere più semplici le valutazioni epidemiologiche e organizzative.

Attraverso un’analisi dei flussi regionali del pronto soccorso del 2012 e una revisione della letteratura scientifica si è arrivati a un elenco di 617 codici ICD IX-CM (versione 2007) definiti “essenziali”. L’elenco è stato integrato con i codici “See & Treat” e condiviso con il gruppo di coordinamento del progetto regionale Codice rosa per individuare gli opportuni codici utili alla segnalazione di maltrattamenti e abusi su adulti e bambini. Resta comunque valida ovviamente la lista completa nazionale dei codici diagnostici per i casi che non dovessero rientrare nell’elenco semplificato.

L’elenco dei codici essenziali sarà a breve condiviso con tutte le direzioni delle aziende sanitarie regionali della Toscana e ai professionisti sarà fornito un libretto tascabile di facile consultazione.

È possibile leggere i dettagli del progetto, con la metodologia utilizzata e la lista dei codici, a questo link.

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6 Responses to “Codici diagnostici in pronto soccorso: la semplificazione della Toscana”

  1. Fabio De Iaco Says:

    Complimenti ai Colleghi toscani (come già ai laziali qualche anno fa).
    Un lavoro di questo tipo è certamente ingrato, ma è fondamentale per la quantificazione (ed anche la qualificazione) della nostra attività. Ricordo a tutti che i flussi informatici di PS, ai quali spesso prestiamo poca attenzione, rappresentano il principale strumento attraverso il quale veniamo valutati in sede “istituzionale”. E i principali componenti di questi flussi sono proprio le codifiche delle diagnosi e delle prestazioni.
    Il lavoro fatto in Toscana è il perfetto esempio di ciò che dovremmo fare in tutta Italia.
    Ma tutto questo resterà di ben poca utilità fino a che tutti i Medici operanti in Pronto Soccorso non inizieranno a considerare il noioso lavoro di codifica parte essenziale del proprio lavoro, fondamentale anche per la crescita della consapevolezza delle istituzioni rispetto all’enorme mole di lavoro che viene svolta quotidianamente nei Pronto Soccorso italiani.
    Ciao a tutti e Buona Pasqua.

  2. roberto cosentini Says:

    concordo pienamente con Fabio, il lavoro toscano ci aiuta nella ripida salita di codificare quello che facciamo, in modo da sapere chi fa che cosa e come, presupposto fondamentale per migliorare al qualità del nostro lavoro
    auguri a tutti
    r

  3. Alessio Bertini Says:

    Grazie Fabio e grazie Roberto. Il lavoro è in realtà appena iniziato… adesso inizierà l’opera di diffusione capillare dello strumento e dei principi che guideranno il suo utilizzo. Credo però che il coinvolgimento della comunitá professionale attraverso la collaborazione della SIMEU con l’ARS possa davvero essere foriero di buoni frutti. Vi terremo informati…..

  4. Giuseppe Pepe (Firenze) Says:

    Codificare la diagnosi (semplificata) per un paziente dimesso o trasferito dal Pronto Soccorso, a conclusione di un “percorso diagnostico/terapeutico” in emergenza/urgenza, rappresenta la “chiave di lettura del nostro lavoro”… Infatti il percorso previsto per ciascun paziente con un disturbo/sintomo di presentazione in PS prevede l’attuazione di una serie di prestazioni in uno specifico arco di tempo (brevissimo), che vengono poi analiticamente conteggiati nei flussi EMUR.
    Quello che davvero differenzia noi dalle altre discipline è la qualità, efficacia ed efficienza con cui gestiamo un determinato percorso: “intensità come velocità del percorso e non solo come intensità delle cure”. L’esempio palese è l’ischemia cerebrale transitoria, il cui percorso è gestibile in sicurezza in 24 ore se affrontato in PS, mentre in media occorrono 6 giorni di ricovero in altre specialità, a parità di prestazioni eseguite e di outcome. Dunque avere la possibilità di codificare diagnosi, prestazioni e tempistica, rappresenta la chiave per far emergere quanto tutti i giorni ci sforziamo di fare: dare il più velocemente possibile una risposta qualificata al cittadino in difficoltà. E penso che possa essere una garanzia per il cittadino stesso, che riceverà un trattamento “omogeneo” per lo stesso disturbo, e per il sanitario che dovrà essere dall’ospedale messo in condizione di garantire tale percorso, nei tempi e nei modi concordati.
    In futuro gli applicativi di gestione informatica delle cartelle di PS dovrebbero aiutare tutti i medici a superare quell’ostacolo “psicologico” di ritagliare tempo per conteggiare al termine di una determinata prestazione tutte le procedure eseguite.
    …..Se funziona l’esperienza toscana potrà essere sicuramente esportata…

  5. Paolo Says:

    Salve, qualcuno ha mai pensato che per ogni operatore sanitario del ps tra poco ci vorrà un amministrativo costantemente al suo fianco per espletare tutte queste pratiche burocratiche che aumentano sempre di più ? O forse lo scopo dei ps è produrre solo carteggio come stai ? per tutta la PA? Non mi sembrano tanto geniali queste soluzioni studiate. Meditateci su.

  6. alessio bertini Says:

    A Paolo mi sento di rispondere in alcuni punti:
    – non si tratta di carteggio ma di lista informatizzata che verrà implementata nei software gestionali del Pronto Soccorso in tutti i PS della Regione Toscana. Il cartaceo esiste solo come meccanismo ponte….
    – il medico si troverà così a scegliere tra circa 700 codici diagnostici rivisti e selezionati appunto da Medici del Pronto Soccorso (SIMEU) e rispondenti alle diagnosi che solitamente si fanno in PS anziché cercare la codifica della propria diagnosi tra gli oltre 14.000 codici dell’ICD-IX
    – questo passaggio è comunque OBBLIGATORIO per poter chiudere la scheda e dimettere o ricoverare il paziente
    In sintesi dal momento che la DOBBIAMO fare, facciamola SEMPLICE e magari facciamola anche BENE. Perché da dati epidemiologici adeguati possiamo ricavare informazioni fondamentali per indirizzare le politiche sanitarie senza che altri vengano a raccontarci come funzionano i Pronto Soccorso (come è accaduto in passato e talvolta continua ad accadere….)

    Saluti a tutti
    Alessio Bertini
    Presidente SIMEU Toscana

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