IL BLOG DI SIMEU

 

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#SIMEU18 Percezione del rischio e valutazione dei propri limiti

mercoledì, maggio 23rd, 2018

Ergonomia cognitiva e fattore umano in emergenza urgenza, intervista a Riccardo Tartaglia

Siamo abituati a pensare all’ergonomia come alla disciplina che si occupa di progettare strumenti e ambienti di lavoro in modo che siano congeniali all’utilizzo che ne deve fare che li usa e che siano utili alla produzione. In realtà esiste una ergonomia cognitiva che si occupa della comprensione delle relazioni fra persone oppure fra le persone e gli elementi del sistema per migliorare la funzionalità di sistemi comoplessi, fra cui certamente si annovera il sistema sanitario.

Su questo difficile e interessante tema si incentra l’intervento di Riccardo Tartaglia, direttore del Centro gestione rischio clinico e sicurezza del paziente della Regione Toscana, che è Collaborating Centre del WHO per la patient safety, e membro dell’Executive Committee della International Ergonomics and Human Factors Association, che anticipa nell’intervista che segue alcuni spunti di riflessione. 

Qual è il fine dell’ergonomia cognitiva? E cosa si intende per fattore umano?

L’ergonomia cognitiva è utile per costruire procedure di lavoro tenendo conto dei limiti umani. I medici in particolare non sono formati a tener conto dei propri limiti, a differenza, ad esempio, dei piloti, la cui formazione tiene conto delle fragilità delle singole persone e le usa per ottenere risultati migliori. Il fattore umano tiene conto del limite, della fatica mentale, del carico di lavoro, della qualità variabile della comunicazione fra gli operatori. I fattori umani servono per mitigare o ridurre al minimo quelle fragilità umane che sono la causa più frequente di eventi avversi in tutti i sistemi complessi.

Come si applicano questi concetti alla medicina di emergenza-urgenza?

Se si tengono in considerazione gli incidenti in pronto soccorso, gli errori di diagnosi sono determinati da una serie di fattori: processi che possono essere migliorati, come ad esempio il tempo di trasmissione dei referti degli esami, eccessivo carico di lavoro del medico dell’emergenza, che a causa della stanchezza e perché lasciato solo a fronteggiare situazioni in cui sarebbe necessario il confronto con i colleghi, rischia di perdere il controllo della situazione.

Secondo la letteratura internazionale, il 10% degli errori di diagnosi in emergenza sono determinati da una scarsa conoscenza dell’anamnesi del caso che sta trattando, perché soprattutto manca una trasmissione efficiente dei dati relativi alla storia del paziente, gap che si risolverebbe, ad esempio, con il Fascicolo sanitario elettronico. Per questo, e per la natura stessa del concetto di emergenza, i professionisti del pronto soccorso si trovano spesso a gestire l’imprevisto. Ma l’imprevedibilità si governa solo con l’esperienza: l’uso dilagante di medici non ancora specializzati in pronto soccorso aumenta esponenzialmente il rischio di errore.

Cosa si può far concretamente nell’emergenza sanitaria per migliorare l’ergonomia e ridurre l’impatto del fattore umano?

Innanzitutto bisogna rendere possibile e strutturale il lavoro di squadra; poi sarebbe utile introdurre sistemi di supporto cognitivo, ad esempio schede con diverse serie di sintomi per avere score che indichi come procedere nei differenti casi clinici; infine, uno strumento utile si è rivelato essere la formazione attraverso la simulazione di situazioni estreme, per valutare le reazioni del singolo in quei casi, il “fattore umano”, e in base a questo orientare la formazione specifica. Per concludere è necessario che i professionisti aumentino la percezione del rischio, che spesso non hanno, proprio perché, come dicevamo all’inizio, i medici culturalmente non sono formati a tener contro dei propri limiti. È necessario cominciare da se stessi per migliorare performance, sicurezza del paziente ed efficacia delle cure.

#SIMEU18 Non stancarsi mai di imparare, la lezione di Franco Perraro

sabato, maggio 19th, 2018

Rodolfo Sbrojavacca, direttore della struttura di Medicina d’ Urgenza – Pronto Soccorso dell’Azienda ospedaliero universitaria di Udine, “Cosa ho imparato dai pazienti. Cosa ho imparato da paziente”Giovedì 24 maggio, Teatro Sistina Roma, Congresso nazionale Simeu 2018.

 

Il titolo della sua relazione, non lascia dubbi sul fatto che il suo intervento si concentrerà sull’importanza della relazione fra medico e paziente.

In realtà questa sarà solo una parte di un discorso difficile. La competenza del medico deve essere fondata anche su una solida formazione scientifica: su questa si basa l’efficacia dell’intervento di un professionista. Ma non basta. Si tratta di una relazione fra esseri umani e ogni volta è un’esperienza diversa. La qualità del risultato non può prescindere  dalla competenza del medico a cui il paziente dei rivolge per risolvere il suo problema di salute ma anche dalla sua capacità di comunicare. Riflettendo su questi temi in vista del mio intervento al congresso, non potevo non pensare alla figura di Franco Perraro, che è stato tra i fondatori della medicina di emergenza italiana, mio predecessore all’ospedale di Udine e soprattutto maestro in questa disciplina, per molti e anche per me.

 

In che senso la figura di Franco Perraro, che, ricordiamo, è stato insignito dal Presidente della Repubblica nel 2013 della Medaglia d’oro al Merito della Sanità pubblica, le è stata di spunto per l’intervento rivolto alla platea del congresso Simeu?

Chi lo ha conosciuto ricorda innanzitutto l’entusiasmo e la profonda umanità che Franco metteva in ogni sua iniziativa. Queste qualità, insieme alla competenza scientifica e all’acutissima sagacia, ne hanno fatto un medico brillantissimo, che ha saputo immaginare, insieme a pochi altri allora, un futuro diverso per la Medicina d’urgenza e per la Qualità in Medicina, i suoi due grandi ambiti di attività. Fu anche uno dei protagonisti della Riforma Mariotti che nel 1968 diede agli ospedali italiani una organizzazione omogenea, come la conosciamo oggi, su tutto il territorio nazionale. E come tutti i veri Maestri, non mancò della generosità sincera necessaria per fare scuola, lasciando dietro di sé persone capaci di proseguire il lavoro iniziato.

Alla luce di queste considerazioni, e tornando al titolo del suo intervento, durante la sua carriera cos’ha imparato dai pazienti?

Troppo poco, temo. Ho incontrato molte persone molte storie, per lo  più dolorose. Tutto questo fa parte del bagaglio di ogni medico. Ogni storia, ogni esperienza, ogni errore deve sempre essere anche uno stimolo far meglio la volta successiva, nell’interesse dei pazienti e anche per la crescita di una disciplina che deve diventare sempre più forte e affidabile, nella direzione dell’insegnamento dei migliori fra coloro che ci hanno preceduto.

#SIMEU18 Il paziente anziano in pronto soccorso

giovedì, maggio 17th, 2018

Intervista a Giovanni Ricevuti

Relatore al Congresso nazionale Simeu – Giovedì 24 maggio, Teatro Sistina, Roma 

 

Secondo una ricerca condotta da Simeu nel 2015, i pazienti con più di 80 anni aumentano nei pronto soccorso nazionali al ritmo di circa 100.000 all’anno, con un incremento del 50% dei casi di ricovero necessario dopo le cure in urgenza. Un trend che si conferma in questi ultimi anni, anche in relazione alla stima Istat secondo cui la popolazione dei “grandi vecchi” (over 85)  fra il 2007 e il 2050 è in aumento costante da 1,3 fino 4,8 milioni di persone. Si tratta di pazienti particolari, che si definiscono “fragili” perché spesso hanno un quadro clinico complicato, con malattie croniche, spesso più di una, riacutizzate per un evento scatenante che costituisce la causa della corsa in pronto soccorso.

Il Congresso Simeu di Roma dedica a questo tema una delle lezioni magistrali d’apertura, giovedì 24 maggio al Teatro Sistina, “La strategia paziente-centrica nel management dell’anziano”. Relatore, Giovanni Ricevuti, già professore ordinario di Geriatria e Medicina di emergenza-urgenza all’Università degli Studi di Pavia e tra i fondatori della Scuola di specializzazione in Medicina di emergenza-urgenza. Il professor Ricevuti ci ha concesso qualche anticipazione.

Perché il paziente anziano è sempre più centrale per la sanità pubblica e, in particolare, per l’emergenza?

La cura del paziente anziano è un problema complesso da diversi punti di vista, culturale, economico e medico. Dal punto di vista culturale è urgente un approccio specifico, perché è necessario declinare la cura in funzione della biologia di un paziente che, in conseguenza dell’età, presenta manifestazioni di ogni patologia nel 90% dei casi differenti dalle manifestazioni in un paziente più giovane. Così come sono differenti gli esiti dei farmaci. Quindi non ci si deve occupare della cura di una malattia in un paziente anziano, ma del paziente anziano che presenta quella particolare malattia. È necessaria un presa in carico globale della persona, partendo proprio dalle condizioni legate alla sua età anagrafica.

E dal punto di vista economico?

Le cure per gli anziani assorbono il 70% circa delle risorse del servizio sanitario nazionale: anche per questo quindi, in un sistema in difficoltà come la nostra sanità pubblica, è di stringente necessità una particolare attenzione ai percorsi di questo tipo di paziente, attenzione che oggi in Italia, nella stragrande maggioranza dei casi è ancora carente.

Queste considerazioni in che direzione devono far mutare la gestione medica del paziente anziano?

È necessario che i medici dell’emergenza siano sempre più preparati in ambito geriatrico, perché la popolazione invecchia e i pazienti sono sempre più complicati dal punto di vista clinico, con una crescente comorbilità. Il trattamento del dolore meriterebbe poi una trattazione a parte per questo tipo di pazienti. All’estero esistono pronto soccorso dedicati ai pazienti anziani. È indispensabile arrivare a percorsi dedicati dal punto di vista clinico e anche rafforzare la geriatria nel progetto didattico della scuola di specializzazione in medicina di emergenza-urgenza in modo tale che i nuovi specialisti siano sempre più preparati a riconoscere le patologie geriatriche e a intraprendere il più corretto trattamento per i singoli casi.

#SIMEU18 I Giovani al Congresso di Roma, 24-26 maggio 2018

lunedì, aprile 16th, 2018

di Maria Teresa Spina, Rappresentante Giovani Simeu nazionale

Il Congresso nazionale di maggio è un’occasione imperdibile per i giovani, perché è il momento in cui la Società scientifica si guarda allo specchio e si racconta. Chi sono oggi i Giovani in Simeu, in una disciplina in così profonda trasformazione? Dobbiamo esserci per essere riconosciuti: se vogliamo che Simeu rappresenti  il mondo della Medicina di emergenza-urgenza reale in tutti i suoi aspetti non possiamo mancare. La Società può dar voce alle nostre esigenze ed esperienze professionali solo se partecipiamo alla sua vita e alle sue attività. E il Congresso nazionale è forse il momento più importante in assoluto. L’esigenza che tutti noi sentiamo come impellente è di definire sempre meglio e rafforzare l’identità del medico di emergenza. Per questo i giovani Medici d’Urgenza, specialisti e specializzandi, devono essere protagonisti, fautori, anche in maniera critica quando occorre, ma sempre in chiave propositiva, di questo percorso di crescita e cambiamento.

A Napoli nel 2016 i giovani sono stati una presenza importante per numero iscritti: succederà anche a Roma a maggio ed è bello vedere in questa edizione i nomi di tanti giovani colleghi che prenderanno la parola per raccontare e ci formare i colleghi su quanto c’è di nuovo. Ed è altrettanto gratificante vedere come ci sia la volontà di dare voce e spazio ai più giovani, agli specializzandi: il 24 Maggio il Congresso ospiterà l’Assemblea dei colleghi iscritti a CoSMEU (Coordinamento Specializzandi Medicina d’Emergenza – Urgenza) nel segno di una continuità necessaria e costruttiva nell’ambito della medicina di emergenza-urgenza.

Arrivederci a Roma!

 

Tutte le informazioni sul congresso, iscrizioni, programma, sede e altro sul sito dedicato.

Il saluto e gli auguri di Buone Feste di Francesco Rocco Pugliese, neo presidente Simeu

giovedì, dicembre 21st, 2017

 

Carissimi Soci,

sono stato recentemente eletto come Presidente della Società Italiana di Medicina di Emergenza Urgenza (SIMEU). Dopo i dovuti ringraziamenti, bisogna immediatamente analizzare la situazione politico-sociale attuale: stiamo attraversando una fase storica particolarmente critica, quindi la nostra Società scientifica dovrà affrontare grandi sfide in un momento delicato. Dopo il riconoscimento della disciplina e della specializzazione bisogna assolutamente continuare sulla via di crescita della Società, per fare in modo che nei prossimi anni diventi punto di riferimento sempre più riconosciuto nel panorama sanitario nazionale e possa così contribuire concretamente a mantenere, sempre migliorando, l’efficienza e la qualità della Sanità pubblica nazionale.

Per arrivare a questo traguardo bisogna sviluppare ulteriormente la formazione degli operatori sanitari, impegnarsi nella ricerca scientifica, migliorare la comunicazione con le istituzioni e le associazioni dei cittadini, dare ascolto e supporto ai giovani e all’area nursing. Da tenere in debita considerazione anche le condizioni lavorative degli operatori sanitari del mondo dell’urgenza e il consolidamento delle collaborazioni intersocietarie.

Il progetto, caratterizzato dai molteplici obiettivi sopra indicati, non può essere realizzato da una persona sola e neppure dagli organi societari ma ha bisogno di tutti i soci.

Ringraziando per la fiducia accordatami colgo l’occasione per augurare a tutti un Sereno Natale 2017.

Francesco Rocco Pugliese

Presidente nazionale SIMEU

 

In soccorso del sistema di Emergenza-urgenza nazionale

lunedì, ottobre 16th, 2017

Dall’Accademia dei Direttori una lettera per le istituzioni

I pronto soccorso italiani hanno bisogno di personale sanitario adeguato, per numero e competenze, strutture di emergenza-urgenza realmente organizzate come prevede la normativa più recente e un sistema di monitoraggio del sovraffollamento, considerato come problema di sistema, che coinvolga tutto l’ospedale e il territorio. Sono queste le prime tre richieste dei direttori di Medicina d’emergenza-urgenza italiani, contenute in una Lettera_Aperta inviata a Beatrice Lorenzin, ministro della Salute, Gualtiero Ricciardi, presidente Iss, Istituto superiore di sanità e Francesco Bevere, direttore generale di Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.

Il testo, che elenca in tutto cinque punti critici per garantire ai cittadini la qualità e la sicurezza delle cure, è stato elaborato a conclusione dell’Accademia dei Direttori, organizzata da Simeu e che si è tenuta a Bologna il 18 e 19 settembre scorsi. Ora, raccolte le firme, la lettera è stata inviata alle istituzioni. Hanno firmato i direttori di struttura di Medicina di emergenza urgenza, in un numero che, riportato ai pronto soccorso che ciascuno di loro rappresenta, corrisponde a circa 7 milioni di accessi, dei circa 20 milioni totali in un anno.

Con i cinque punti del messaggio – sottolinea Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeuci rivolgiamo ai decisori, esprimendo richieste e insieme offrendo la collaborazione dei professionisti: il sistema dell’emergenza urgenza in Italia è ancora molto frammentato, con differenze sensibili da regione a regione, ma accomunato da alcuni grandi, annosi problemi che devono trovare una soluzione strategica e comune. A rischio c’è il servizio pubblico dell’emergenza sanitaria, che è sempre più sotto pressione e rischia di esplodere”.

Con L’Accademia dei Direttori, la Società Italiana della Medicina di Emergenza-Urgenza ha convocato per due giorni a Bologna, il 18 e 19 settembre scorsi, gli Stati generali della disciplina: i direttori di Medicina di emergenza urgenza di tutta Italia, insieme ad alcuni dei principali rappresentanti politici del settore, si sono riuniti per un’occasione di confronto, oltre che di formazione, con lo scopo di creare una comunità coesa, per superare le differenze organizzative che ancora caratterizzano i servizi delle nostre regioni e poter così affrontare problemi comuni a tutti e spesso oggetto di cronaca giornalistica.

Accademia dei Direttori: Infarto cardiaco, Ictus, Trauma maggiore e Sepsi, Più del 50% dei casi trattati in pronto soccorso

mercoledì, settembre 20th, 2017

I dati di un’indagine fra i direttori dell’Accademia ne confermano il ruolo strategico

Più del 50% delle patologie tempo dipendenti passano dal pronto soccorso, ben più di quanto generalmente noto sulla base delle stime ufficiali: si tratta di un enorme volume di attività che riguarda infarto cardiaco, ictus, trauma maggiore e sepsi, tutti casi che arrivano in pronto soccorso e proseguono poi il loro iter clinico nelle diverse discipline. Le altre diagnosi di queste patologie riguardano casi che si verificano mentre il paziente sta già seguendo altri percorsi di cura e quindi non accede all’emergenza.

Il pronto soccorso conferma così il suo ruolo strategico nella gestione di patologie in cui la tempestività dell’intervento di cura è un fattore essenziale.

È quanto emerge da una raccolta dati promossa sa Simeu su un campione di 92 pronto soccorso che rappresentano  circa 5 milioni passaggi all’anno, un quarto del totale nazionale. I dati si riferiscono al 2016 e sono stati proiettati sul totale dei passaggi nazionali. L’indagine si è svolta nell’ambito dell’ Accademia dei Direttori, organizzata a Bologna dalla Società italiana dell’emergenza-urgenza, il 18 e 19 settembre: 150 direttori di dipartimento e struttura complessa della Medicina di emergenza-urgenza dalle diverse regioni d’Italia hanno discusso dei principali temi relativi al pronto soccorso partendo dall’attività concreta e quotidiana dei singoli centri, evidenziando i problemi comuni per ottenere una maggiore efficienza delle cure.

 

I casi tempo dipendenti che passano complessivamente dai pronto soccorso italiani in un anno:

Sepsi: 110.000 casi di PS all’anno; Trauma maggiore (trauma che implica il pericolo di vita del paziente): 78.000 casi; Stroke (Ictus): 102.000; Stemi (Infarto Cardiaco): 72.000 casi.

Il risultato della raccolta dati – spiega Maria Pia Ruggieri, presidente nazionale Simeusottolinea l’importanza dell’attività di ricerca basata su dati concreti: raccogliendo i dati reali, analizzandoli in dettaglio e valutandone sia aspetti clinici che organizzativi, le società scientifiche possono svolgere un importante servizio per una programmazione sanitaria nazionale sempre più efficace. Nello specifico di questa ricerca, ad esempio i casi di trauma maggiore nei pronto soccorso, risultano essere quattro volte più frequenti rispetto alle stime ufficilai. Si tratteggia così un fenomeno importante e sottovalutato, che va studiato nelle sue cause, per valutare nuove strategie di intervento e migliorare i percorsi di cura.

L’Accademia ha rappresentato un’inedita occasione di confronto e riflessione al termine della quale la comunità dei professionisti ha individuato alcune condizioni indispensabili per la qualità e la sicurezza delle cure in emergenza-urgenza, che saranno oggetto nei prossimi giorni di una lettera per il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Simeu ha intitolato questa prima edizione dell’Accademia dei Direttori a Francesco Stea, direttore del pronto soccorso di Bari, tra i principali fautori della Medicina di emergenza in Italia, scomparso nel 2016.

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Termina la Summer e parte l’Accademia dei Direttori, Bologna 18 e 19 settembre

lunedì, settembre 18th, 2017

Mentre a Bertinoro docenti e giovani medici e infermieri che hanno partecipato alla Summer School partono, mettendo in valigia

Il gruppo Summer School Simeu 2017

l’esperienza professionale e umana che speriamo abbia arricchito il loro bagaglio, a Bologna al Novotel della Fiera si scaldano i motori per l’arrivo, nel pemeriggio, dei direttori di pronto soccorso e medicina d’uergenza di tutta Italia.

Per la prima volta il mondo della medicina di emergenza nazionale si riunisce in una sorta di “Stati generali”, con lo scopo di creare una comunità coesa che, superando le differenze organizzative che ancora caratterizzano i servizi delle nostre regioni, affronti problemi comuni a tutti e ben noti alla cittadinanza (dal sovraffollamento al contenzioso legale, passando per l’errore in Pronto Soccorso, la diffusione delle linee guida più aggiornate e altro ancora).

 

Un evento senza precedenti in Italia, non solo per la medicina d’emergenza urgenza ma anche per tutte le altre discipline, che non hanno mai potuto contare su una riunione plenaria dei direttori nazionali: Simeu ha invitato tutti i direttori italiani e si prevedono non meno di 150 partecipanti.

I lavori inizieranno oggi pomeriggio del 18 con il confronto sulle questioni cruciali della sicurezza delle cure e della responsabilità professionale: sarà presente l’onorevole Federico Gelli, estensore della nuova legge.

La giornata del 19 avrà come protagonisti importanti esponenti dell’Istituto Superiore di Sanità e i più noti opinion leader italiani in medicina d’emergenza orgenza, che affronteranno tematiche organizzative, professionali e cliniche, con relazioni e discussioni non di stile congressuale ma aperte al contributo di tutti i partecipanti e fortemente orientate all’obiettivo generale di rendere la best practice internazionale immediatamente applicabile nella realtà degli ospedali italiani.
L’obiettivo è giungere, al termine dei lavori, all’estensione condivisa di un messaggio dei Direttori di Medicina di Emergenza Urgenza, da rivolgere ai Media ma anche agli interlocutori istituzionali.

L’Accademia idealmente completa e conclude l’attività formativa Simeu di questo scorcio d’estate 2017.

Summer School 2017: la festa finale e il bilancio dei partecipanti

domenica, settembre 17th, 2017

Grande festa finale questa sera a Bertinoro per i 45 medici, 20 infermieri più tutto il corpo docente Simeu che hanno dato vita alla Summer school di quest’anno. In programma una specie di flash mob musicale: durante i giorni della summer, grazie a un gruppo che si era già costituito pochi giorni prima dell’inizio dei corsi, su whatsapp, si è progressivamente aggregata uan band costituita da un violoncello, due chitarre e una batteria e altro ancora, che questa sera si produrrà in una jam session i cui dettagli sono tenuti segretissimi fino all’ultimo.

E insieme al concerto ci sarà la premiazione del Photocontest aperto agli studenti e lanciato dal Collettivo Hospital Inside, costituito da soci Simeu di provata esperienza fotografica e presieduto da Paolo Groff, vicepresidente nazionale Simeu, che questa sera annuncerà i 3 vincitori. I temi erano: la lezione, le esercitazioni, i momenti di riflessione, il tempo libero e i ritratti. Il primo classificato si aggiudicherà l’iscrizione gratuita al Congresso nazionale che si terrà a aRoma il prossimo maggio, più un corso precongressuale a scelta; il secondo l’iscrizione al congresso; il terzo un corso precongressuale.

Una serata ludica per chiudere in bellezza e lasciare andare la concentrazione di questi giorni: “Sono stati giorni intensissimi di lezioni, contenuti, relazioni, emozioni e tanto altro ancora – racconta Giulia Olivi, medico del 118 di Assisi e chitarra della band del concertone finale – ed è stata una grandissima occasione di ascolto, grazie alla presenza di grandi figure professionali di riferimento e anche grazie al clima che si è creato subito fra tutti noi. Un’esperienza totalizzante e impegnativa durante tutta la durata della quale però ciascuno di noi si è sentito anche accolto e molto coccolato”. “La festa di stasera è una bellissima conclusione per un’esperienza che mi ha dato tanto sul piano dei contenuti – aggiunge ancora Francesca Spella, infermiera di Avellino – ma che è stata anche enormemente aggregante: proprio l’intensità delle lezioni ha fatto sì che si stringessero rapidamente i rapporti fra noi studenti, agevolati anche da un’informalità che non si trova nei corsi che si frequentano durante l’anno. Una dimensione in cui ciascuno di noi ha dato qualcosa e ha ricevuto molto, anche dal punto di vista umano, oltre che professionale. Andiamo via più forti, con una bella sensazione che ci porteremo nella nostra esperienza quotidiana di professionisti e di persone. Siamo una grande squadra!!!!

Domattina le ultimissime battute dei corsi, poi i saluti e i docenti SImeu si sposteranno a Bologna, dove si terrà l’Accademia dei DIrettori, che conclude idealmente la SUmmer School 2017.

 

ARRIVEDERCI ALLA SUMMER SCHOOL SIMEU 2018!!!!

Summer School 2017: parlano i protagonisti, medici e infermieri

sabato, settembre 16th, 2017

Intensa giornata di lezioni teoriche e pratiche anche oggi per i giovani professionisti che stanno partecipando alla Summer School Simeu 2017. Il clima si sta scaldando e, come ogni anno, a Bertinoro si stanno ponendo le basi per la comunità dei protagonisti dell’emergenza-urgenza di domani.

“La cosa che mi ha colpito di più – racconta Giulia Bottani, specializzanda della Scuola della Bicocca di Milano – è l’entusiasmo che si respira qui, fra gli studenti e fra gli stessi docenti. Dai racconti di colleghi che avevano partecipato alla Summer nelle edizioni precedenti sono arrivata con un’idea piuttosto precisa di quello che avrei trovato, ma mi hanno colpito molto la carica motivazionale e l’accuratezza dei contenuti. Si parla di argomenti che si ritrovano anche nei corsi di specialità, ma dalle lezioni Simeu emerge sempre qualche dettaglio nuovo, o una prospettiva diversa”. Aspetti relazionali e relativi alla dinamica delle lezioni che tornano anche nella percezione dei giovani infermieri: “Il corso sulla Niv di questa mattina in particolare mi è piaciuto molto – sottolinea Giorgio Campagnola, infermiere del pronto soccorso dell’ospedale Gradenigo di Torino, perché pur essendo un argomento noto ho molto apprezzato la possibilità di usare concretamente  un ventilatore, insieme all’eccezionale capacità di coinvolgimento delle docenti. Ed è stato altrettanto interessante scoprire temi nuovi come l’ecografia infermieristica, altro argomento di studio qui alla Summer”.

Alto gradimento da parte dei partecipanti anche per lo scambio professionale e umano che la Summer School favorisce, che si coglie particolarmente nelle sessioni plenarie a cui partecipano insieme medici e infermieri: “Il confronto tra professionisti che lavorano in realtà diverse è fondamentale – conferma Giorgio Campagnola – in un Paese con tanti sistemi sanitari differenti quante sono le regioni, ma qui a Bertinoro le differenze si appianano”. “Uno degli aspetti più positivi della Summer School di Simeu, che ha sempre tanto lavorato sulla formazione e che tanto ha fatto per la creazione in Italia di una Scuola di Specializzazione in emergenza-urgenza, è che rappresenta una straordinaria occasione di standardizzazione della preparazione di medici di emergenza che provengono da Scuole diverse. Ci sono differenze fra scuola e scuola, argomenti approfonditi in modo diverso da città a città. Qui a Bertinoro queste diversità diventano una ricchezza per tutti”. Tra la popolazione degli studenti della Summer particolare apprezzamento si registra poi per la discussione sugli aspetti relativi alla comunicazione, di cui si è occupata Silvia Musci nella lezione introduttiva degli infermieri e su cui è ancora tornato Luca Gelati nella sessione comune sulla responsabilità professionale.

E questa sera nuova lezione plenaria tenuta da Fabio De Iaco sul tema controverso del Fine Vita, che sarà affrontato e discusso nei suoi aspetti clinici, pratici ed etici.





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