Da soli in trincea: vigilanza carente negli ospedali siciliani per medici e infermieri di pronto soccorso

Clemente Giuffrida, presidente Simeu Sicilia: “La sicurezza degli operatori di ps deve essere inserita fra gli obiettivi dei Direttori generali”

 

C’è una allarmante escalation di violenza nelle strutture di emergenza sanitaria della regione: negli ultimi quattro mesi sono stati sei i casi di aggressione a danno di medici e infermieri nel solo pronto soccorso dell’Azienda ospedaliero-universitaria Vittorio Emanuele di Catania, come la cronaca locale ha riportato. L’ultimo caso è del primo giorno del 2017.

Il personale dell’emergenza 24 ore su 24 e per 365 giorni all’anno accoglie, pur nella nota carenza di risorse di una sanità pubblica in cronica difficoltà, la richiesta di salute della popolazione, spesso di particolare gravità e quindi con una componente importante di stress emotivo nei pazienti, in aggiunta alla necessità strettamente clinica.  Questa è la condizione di emergenza quotidiana, per la quale medici e infermieri di pronto soccorso sono formati e su cui costruiscono buona parte della propria identità professionale, confermandosi come primo punto di riferimento del servizio sanitario nazionale per la popolazione. E proprio per questo la violenza verso gli operatori è particolarmente odiosa.

È inaccettabile che la sicurezza di questi professionisti non sia fra gli obiettivi che la politica assegna ai Direttori generali delle aziende ospedaliere. Spesso nei nostri pronto soccorso manca la necessaria vigilanza e gli operatori sono esposti a qualsiasi tipo di reazione dell’utenza, affidati unicamente al senso civico, umanità e sensibilità del singolo. Una situazione di abbandono che ormai troppo frequentemente produce una incontrollata serie di atti illeciti contro la sicurezza di medici e infermieri di pronto soccorso, che, ormai abituati a ciò che dovrebbe essere inaccettabile, hanno sviluppato una rassegnazione al fenomeno che spesso impedisce di arrivare alla denuncia dell’aggressione. Si tratta quindi di un fenomeno che, a oggi, non è neppure quantificabile con precisione e perciò ancora più preoccupante, contro il quale il personale dell’emergenza non ha alcuna possibilità di difesa.

 


One Response to “Da soli in trincea: vigilanza carente negli ospedali siciliani per medici e infermieri di pronto soccorso”

  1. Giuseppina Fera Says:

    Il problema è di tutti i professionisti della sanità, esistono anche delle leggi di tutela, ma spesso sono completamente ignorate e si parla solo del caso più grave, addirittura talvolta letale. Le aggressioni che tutti i giorni subiamo passivamente, anche semplicemente con minacce verbali di denunce fittizie che comunque condizionano il nostro modo di lavorare, vengono sottovalutate, ma sono anch’esse una forma di violenza. Il 29 Marzo 2014 ho organizzato un convegno sull’argomento, invitando le istituzioni. Il link agli atti del convegno è: http://cislmediciligur.altervista.org/cONVEGNO29_03.htm
    Se non ci abituiamo a fare denuncia di infortunio anche a prognosi di 0 giorni non si riuscirà mai a quantificare il problema e quindi a trovare una vera soluzione di tutela

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