summer school simeu “vito giustolisi” 2012

23 Settembre 2012: gruppi di giovani medici, tutti accomunati dalla scelta, forse con un briciolo di follia, di volersi dedicare alla Medicina d’Emergenza-Urgenza, si mettono in viaggio all’alba verso la città dell’Etna, da tutte le regioni d’Italia, per un appuntamento importante: la II edizione della Summer School SIMEU “Vito Giustolisi”. In aeroporto iniziano i saluti e gli abbracci, in fondo tanti di noi si conoscono ormai da tempo e già si inizia a capire di che pasta è fatto il gruppo: siamo tutti entusiasti e pronti ad immergerci nel fitto programma, ma, allo stesso tempo, non vediamo l’ora di divertirci tutti insieme.

 

Arrivati a Brucoli, in una magnifica cornice sulla scogliera, abbiamo qualche ora prima dell’inizio delle lezioni e, cogliendo al volo il suggerimento del Dr. Cibinel, senza perdere nemmeno un minuto (siamo emergentisti o no?) ci precipitiamo a testare la piscina e i materassini rosa che saranno a lungo contesi tra tutti i discenti.

Inizia ufficialmente la Summer School: è chiaro che il programma sarà ricco e impegnativo e iniziamo subito a parlare di insufficienza respiratoria con il Dr. Carbone. Dopo la cena si passa alle presentazioni: il Dr. Carbone invita tutti gli specializzandi a rispondere alla domanda: “Perché hai scelto la Scuola di Specializzazione in Medicina d’Emergenza-Urgenza?”. Le risposte esprimono tutte, in vari modi, la passione per l’emergenza e il gusto per la sfida di aver scelto un campo ancora naive: c’è chi l’ha scelta quando ancora la scuola non esisteva, l’ha aspettata quando tutto sembrava remare contro e c’è chi è arrivato a questa scelta dopo aver provato altre realtà, ma solo qui si è sentito “in famiglia”.

La mattina dopo, il Dr. Cibinel ci apre le porte all’ecografia: è ormai chiaro che la “semeiotica del nero” e l’approccio A-B-C integrato clinico-ecografico saranno il leit motiv di questa scuola! Dopo un tuffo in piscina e il pranzo notiamo che l’aula è stata occupata da svariati manichini (con lo sguardo leggermente preoccupato degli altri ospiti dell’hotel): la Dr.ssa Vitolo è pronta a trascinarci nel mondo della rianimazione cardiopolmonare al ritmo di “Stayin’ alive”, gratificandoci con i suoi incentivi a forma di cuore. A seguire il Dr. Agnelli ci aiuta a districarci nello spinoso tema delle complicanze della terapia anticoagulante e dell’embolia polmonare. Dopo la cena si aprono le serate dei casi clinici del Dr. Cibinel: gli otto gruppi affrontano i casi entrando in confidenza con quella sagoma rossa che, alla fine di questo percorso, ci metterà un po’ d’ansia da prestazione, ma ci avrà insegnato tanto. Al termine dei casi il gruppo può dedicarsi allo svago e, tra le chiacchiere e una birra a bordo piscina, i più temerari iniziano la consuetudine del tuffo notturno…

La mattinata successiva è dedicata al mondo della ventilazione non invasiva con i Dr. Cosentini e Groff, alla gestione delle vie aeree con la Dr.ssa Ferrari e all’interpretazione della radiografia del torace con il Dr. Cibinel, lezione ancora dominata dalla semeiotica del nero (ma attenzione, qui i colori cambiano!). Nella breve pausa molti di noi optano per un pranzo al sacco per poter fare un tuffo nel mare, prima di dare il via alle esercitazioni pratiche: nei successivi due giorni tutti i gruppi affronteranno esercitazioni di incannulamento vasi (periferici e centrali, eco guidati e non), ecografia (toracica, cardiaca e addominale), rianimazione cardiopolmonare, utilizzo dei ventilatori. Dopo la cena, casi clinici e a seguire continuiamo la serata in piscina, riuscendo a immortalare qualche pesce stravagante nel nostro particolarissimo acquario.

Il mercoledì mattina, guidati dal Dr. Schiraldi e dalla Dr.ssa Guiotto ci immergiamo nel mondo dell’emogasanalisi: tra casi clinici, formule e schemi alla fine ci sembra di vedere tutto più chiaramente (o almeno così si spera!). Dopo il bagno in mare, questa volta con la compagnia di qualche medusa, ogni gruppo si rituffa nelle esercitazioni pratiche. Dopo i casi clinici, mercoledì sera molti di noi hanno un impegno: tutti gli specializzandi si ritrovano con molti istruttori in anfiteatro per discutere di quella tanto sospirata Scuola di Specializzazione e del futuro dell’emergentista, tra cultura internistica e skills rianimatorie; dopo una lunga chiacchierata si va a dormire, pronti a un nuovo confronto al vicino Congresso di Rimini.

Inizia l’ultima giornata: i Dr. Ruggero e Giuffrida ci completano il ripasso delle tre E: mancava solo l’ECG! Tra sindromi coronariche, tachiaritmie e blocchi atrioventricolari la mattinata scorre veloce, mentre, dopo il nostro ultimo tuffo tutti insieme, trascorriamo il pomeriggio con i Dr Ferrari e Fabbri che ci parlano, rispettivamente, di politrauma e di trauma cranico e con il Dr. De Iaco che ci mostrerà come, con l’analgesia giusta, sia possibile suturare un bambino mentre ride e scherza con il dottore.

Ceniamo velocemente perché la nostra rappresentante nazionale, Paola Noto, ci aspetta a Catania per trascorrere l’ultima serata insieme! Dopo un tour nei punti più celebri della città ci prende per la gola: tra granite, cannoli e arancini ci rendiamo conto che il ritorno alla vita di tutti i giorni non sarà una passeggiata…Tornati in hotel la serata prosegue tra tuffi in piscina e fotografie più o meno convenzionali.

E siamo purtroppo alla fine del nostro viaggio nell’emergenza-urgenza: venerdì mattina Anna Giustolisi trascorre la mattinata con noi e, con le sue parole, ci ricorda, ancora una volta, che la Summer School è nata, come idea, già da parecchi anni e ora, anche grazie a lei, è una bellissima realtà. Al momento della partenza, con un pizzico di tristezza, ci salutiamo, sentendoci, come ha ricordato la Dr.ssa Ferrari, un po’ parte di una grande famiglia, pronti a tornare a casa e a cercare di applicare quello che abbiamo imparato e desiderosi di rincontrarci a Rimini: per fortuna mancano poche settimane.

Stella Ingrassia

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